Il caro bitume spinge SITEB a chiedere misure urgenti al Ministero dopo il rialzo dei prezzi di materie prime ed energia registrato nelle ultime settimane
Il caro bitume torna al centro delle preoccupazioni della filiera delle infrastrutture stradali. SITEB, l’associazione che rappresenta il comparto delle strade e dei bitumi, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e alle istituzioni competenti per segnalare l’impatto dei rincari registrati nelle ultime settimane. Secondo quanto indicato dall’associazione, negli ultimi venti giorni il prezzo del bitume è salito fino a 200 euro a tonnellata, con un aumento del 47% rispetto a febbraio. Nello stesso periodo è cresciuto in modo marcato anche il costo dell’energia necessaria alla produzione dell’asfalto, un passaggio che, per molte imprese, riduce ulteriormente i margini operativi e rende più difficile sostenere i lavori già acquisiti. Per SITEB, il rischio è che la combinazione tra materie prime più care e bollette più elevate produca effetti diretti sulla continuità dei cantieri, sulla produzione industriale e sull’occupazione.
L’impatto dei rincari su asfalto e cantieri
Nel documento inviato al Governo, SITEB richiama l’attenzione sul peso che il caro bitume e l’aumento dell’energia stanno avendo su un settore considerato strategico per la manutenzione e la realizzazione delle infrastrutture viarie. Il bitume, derivato dal petrolio, è una componente essenziale non solo per le strade ma anche per l’industria delle impermeabilizzazioni. L’associazione sottolinea che, senza un aggiornamento degli elenchi prezzi da parte delle stazioni appaltanti, gli aumenti non potranno essere assorbiti integralmente dalle imprese esecutrici. A incidere è anche il gas metano utilizzato per produrre il conglomerato bituminoso: nel giro di pochi giorni, si legge nel comunicato, il costo è passato da 2-3 euro a tonnellata a 6-7 euro, con un’incidenza compresa tra 12 e 14 euro per metro cubo di conglomerato prodotto. In questo quadro, il caro bitume si inserisce in una dinamica più ampia, segnata da una forte instabilità dei mercati e da un rapido aumento dei costi industriali, che secondo l’associazione può tradursi in fermo degli impianti e tensioni sulla tenuta delle aziende.
Le richieste di SITEB al Governo
Per contenere gli effetti del caro bitume, SITEB chiede l’adozione di misure straordinarie e temporanee. Tra le proposte avanzate figurano un contributo straordinario legato all’emergenza energetica, limitato alla durata dell’attuale fase economica e applicato ai lavori già acquisiti, la revisione delle soglie di alea previste nei meccanismi di compensazione per il caro materiali e un adeguamento dei sistemi di revisione prezzi, così da renderli più vicini all’andamento reale dei mercati. L’associazione sollecita inoltre il riconoscimento stabile degli oneri per il conferimento e il trasporto dei rifiuti, voce ritenuta necessaria per sostenere processi produttivi coerenti con gli obiettivi della green economy ma gravati da costi rilevanti. Il punto, per SITEB, è che il caro bitume non riguarda solo la marginalità delle imprese: coinvolge l’esecuzione dei lavori programmati, la regolarità dei cantieri e, in prospettiva, la capacità del sistema di rispettare tempi e investimenti previsti nel settore delle opere stradali.


