Spring GDS analizza gli effetti della riforma doganale UE sui costi delle spedizioni e sulla competitività dell’e-commerce europeo.
Spring GDS analizza gli effetti della riforma doganale UE sui costi delle spedizioni e sulla competitività dell’e-commerce europeo.

Riforma doganale UE, Spring GDS analizza l’impatto delle nuove regole sull’e-commerce

3 Novembre 2026
2 mins read

La riforma doganale UE introduce nuovi costi per le spedizioni extraeuropee e maggiori obblighi informativi. Secondo Spring GDS, le misure potrebbero modificare gli equilibri competitivi del commercio elettronico.

La riforma doganale UE introduce nuovi adempimenti per il commercio elettronico transfrontaliero, con effetti sui costi di importazione e sull’organizzazione delle spedizioni. Dal 1° novembre 2026, alle merci B2C provenienti da Paesi esterni all’Unione europea, quando ricorrono le condizioni previste, si applica un contributo di gestione di 2 euro, denominato Union Handling Fee (UHF). La misura si aggiunge al dazio temporaneo di 3 euro sulle importazioni di basso valore, introdotto a luglio. Secondo l’analisi di Spring GDS, operatore specializzato nella logistica internazionale, il nuovo quadro normativo potrebbe influenzare le strategie commerciali delle aziende che vendono ai consumatori europei. L’impatto riguarda soprattutto gli operatori extra-UE, chiamati a sostenere spese aggiuntive e a gestire procedure più articolate. Le imprese stabilite nell’Unione che effettuano spedizioni all’interno del Mercato unico, invece, non sono interessate da questi specifici oneri sulle importazioni. Una distinzione che potrebbe incidere sulle condizioni competitive del settore.

Nuovi contributi e obblighi informativi per le spedizioni extra-UE

La principale novità economica della riforma doganale UE riguarda il criterio di applicazione degli importi. Sia il dazio temporaneo sia il contributo UHF vengono calcolati per singola voce doganale, anziché per pacco. Il raggruppamento considera prodotti appartenenti alla stessa categoria tariffaria e provenienti dal medesimo Paese. Un ordine composto da articoli differenti può quindi generare diversi addebiti. Il contributo di 2 euro, inoltre, ha carattere permanente e non è rimborsabile in caso di restituzione o difetto della merce, con possibili ripercussioni sui retailer caratterizzati da elevati volumi di resi. Come osserva Gabriele Bavera, Managing Director di Spring GDS Italia, «Il nuovo contributo di gestione non è solo un altro cambiamento normativo: incide direttamente sul modo in cui i retailer online che spediscono da Paesi extra-UE calcolano i costi e gestiscono le vendite internazionali». Parallelamente, dal 1° novembre sono previsti requisiti più dettagliati per identificare i prodotti importati. Tra le informazioni richieste figurano codici del venditore, identificativi del produttore e, ove disponibili, standard internazionali di identificazione. La precisione dei dati diventa quindi un elemento rilevante per limitare ritardi nello sdoganamento. Anche gli ordini effettuati prima dell’entrata in vigore possono essere interessati dal contributo, qualora la procedura doganale pertinente sia avviata successivamente.

Mercato unico e prossime tappe della riforma europea

La riforma doganale UE potrebbe favorire una revisione delle modalità operative adottate dalle piattaforme extraeuropee. Tra le possibili risposte figurano l’accorpamento degli ordini, la riorganizzazione delle spedizioni e la riduzione di alcuni canali commerciali. Per le aziende europee, l’assenza dei nuovi oneri sulle movimentazioni interne al Mercato unico rappresenta invece una differenza operativa. «Espandersi sui mercati internazionali resta una grande opportunità per chi vende online. Ma oggi, per avere successo, è sempre più importante conoscere il costo complessivo della consegna oltre confine», sottolinea Bavera. Il percorso normativo proseguirà nel 2027, con l’avvio a Lille dell’Autorità doganale europea (EUCA), e nel 2028, quando è prevista l’introduzione del Data Hub doganale dedicato all’e-commerce. La piattaforma consentirà di centralizzare la trasmissione delle informazioni e contribuirà al progressivo coordinamento dei controlli sulle merci importate. Spring GDS, società del gruppo PostNL, opera attraverso oltre 20 hub su tre continenti e più di 230 partner logistici, raggiungendo 190 destinazioni internazionali.

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