IRU chiede alla Commissione europea misure contro il caro diesel e i ritardi nei pagamenti del trasporto stradale.
IRU chiede alla Commissione europea misure contro il caro diesel e i ritardi nei pagamenti del trasporto stradale.

Trasporto su strada, IRU ha chiesto all’UE misure contro il caro diesel

29 Ottobre 2026
2 mins read

Trasporto su strada sotto pressione per l’aumento dei carburanti. IRU chiede a Bruxelles di prorogare gli aiuti fino al 2027 e introdurre nuove regole sui ritardi nei pagamenti.

L’aumento dei prezzi del diesel, legato alla crisi in Medio Oriente, sta aggravando le difficoltà economiche delle imprese europee del trasporto su strada. Per contenere le conseguenze dei rincari, IRU ha chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, interventi specifici a sostegno degli operatori. L’iniziativa arriva in una fase caratterizzata da proteste occasionali e blocchi spontanei in diversi Stati membri, rispetto ai quali l’organizzazione e le federazioni nazionali aderenti hanno preso le distanze, ribadendo la necessità di privilegiare il confronto istituzionale. Al centro delle preoccupazioni figurano soprattutto la crescita dei costi operativi e la limitata capacità finanziaria delle aziende, in larga parte piccole e medie imprese. Secondo i dati forniti da IRU, camion, autobus e pullman dell’Unione europea consumano complessivamente circa 6,8 miliardi di litri di diesel al mese. Il carburante rappresenta mediamente il 30% dei costi di esercizio, mentre numerosi operatori lavorano con margini compresi tra l’1% e il 3%. Una combinazione che rende il trasporto su strada particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi energetici e che, secondo l’organizzazione, richiede una risposta europea coordinata.

Caro diesel e liquidità: le difficoltà delle imprese di trasporto

Le conseguenze dell’incremento dei prezzi non riguardano soltanto il costo dei rifornimenti, ma incidono sulla sostenibilità economica delle attività e sulla capacità delle aziende di programmare investimenti. Il segretario generale di IRU, Habib Turki, ha evidenziato il peso assunto dal carburante nei bilanci del settore: «In tutta l’UE, camion, autobus e pullman consumano circa 6,8 miliardi di litri di diesel ogni mese. Con il carburante che rappresenta circa il 30% dei costi operativi e molti operatori che lavorano con margini appena dell’1-3%, gli aumenti dei prezzi esercitano una pressione significativa sulle imprese». Alle difficoltà generate dal caro diesel si aggiungono i ritardi nei pagamenti commerciali, che riducono ulteriormente la disponibilità di liquidità. Il problema interessa soprattutto le piccole e medie imprese, spesso prive di riserve sufficienti per assorbire aumenti consistenti e prolungati delle spese. Per IRU, la combinazione tra costi energetici elevati e incassi posticipati rischia di indebolire la continuità operativa del trasporto su strada, compromettendo anche la capacità degli operatori di mantenere i servizi e finanziare nuovi investimenti. Da qui la richiesta di strumenti europei mirati, capaci di intervenire sia sull’emergenza dei costi sia sulle condizioni finanziarie delle aziende.

Le richieste di IRU alla Commissione europea

La proposta avanzata da IRU si concentra su due interventi. Il primo prevede la proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2027, del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato legato alla crisi in Medio Oriente, mantenendo le disposizioni attualmente previste per il trasporto su strada. Il secondo riguarda l’introduzione di un regolamento europeo specifico sui ritardi nei pagamenti commerciali del settore, con un termine massimo di 30 giorni e meccanismi efficaci per garantirne il rispetto. Le due misure rispondono a esigenze differenti ma collegate: attenuare la pressione finanziaria immediata e migliorare la regolarità degli incassi. Parallelamente, l’organizzazione conferma la propria contrarietà alle proteste e ai blocchi, ritenendo prioritario preservare il funzionamento delle catene logistiche e la mobilità dei passeggeri. «Gli operatori hanno bisogno di soluzioni concrete, non di interruzioni. Non sosteniamo proteste e blocchi. Chiediamo un dialogo costruttivo e misure mirate che affrontino le pressioni sulle imprese, tutelino la continuità dei servizi di trasporto e rafforzino la resilienza del settore», ha concluso Turki. La richiesta alla Commissione europea punta quindi a collegare il sostegno economico alla stabilità dei servizi, attraverso interventi normativi e finanziari destinati agli operatori del trasporto su strada.

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