Più connection che hardware. Se il 50° anniversario di Brigade Electronics nel 2026 rappresenta una soglia spartiacque, il leader nella fornitura di soluzioni di sicurezza per il trasporto guarda certamente avanti e alle straordinarie opportunità della comunicazione digitale, anziché al glorioso passato dell’elettronica “pesante”.
VERSO I FLEET EUROPE DAYS 2026
“Non stiamo voltando le spalle alla nostra storia come hardware provider – spiega Akvile Willmore, communication & brand manager Brigade Electronics Plc intervenuta all’ultima edizione dell’IAA Transportation di Hannover – ma oggi il mercato punta decisamente in direzione dei servizi di connessione. Ecco perché abbiamo scelto la fiera tedesca per offrire un’anteprima di Haloniq, il nostro nuovo ecosistema di video telematica per la gestione delle flotte commerciali che integra gestione dei rischi, conformità normativa, tracciamento dei veicoli e sicurezza. Il lancio ufficiale è previsto per il 27 ottobre a Lisbona, in occasione dei Fleet Europe Days 2026, ma la piattaforma è già di fatto disponibile e utilizzeremo queste settimane di anteprima per raccogliere feedback utili a eventuali integrazioni. Uniamo il software Brigade alla nostra gamma di telecamere, sistemi di rilevamento e dispositivi di sicurezza per veicoli, affiancandoli a servizi di installazione e assistenza locale con funzioni di tracciamento in tempo reale, video intelligenti, analisi sulla sicurezza dei conducenti e reportistica. Per noi rappresenta una soglia spartiacque, perché arriviamo a proporre un prodotto interamente nostro, non progettato col concorso di partner telematici”.
NON SOLO SOFTWARE
Haloniq è stata disegnata e creata in Europa, una scelta cruciale in un periodo in cui le tensioni geopolitiche possono esporre la telematica a eventuali attacchi o ritorsioni estere, soprattutto in merito alla tutela dei dati. Non a caso l’azienda britannica, fondata nel 1976 da Christ Hanson-Abbott con il sostegno della Society of Motor Manufactures and Traders, ritiene la territorialità uno dei vantaggi maggiori rispetto alla possibile offerta dei concorrenti extraeuropei. Al tempo stesso, l’esperienza pluriennale nelle soluzioni hardware rafforza il livello di sicurezza dell’intera piattaforma, dal momento che “nessuno può fare download delle videocamere”, com’è solito ripetere proprio Hanson-Abbott. Gli eventi rilevati dal sistema vengono infatti associati ai relativi filmati, dati di viaggio e report, offrendo ai gestori delle flotte una maggior visibilità sulle prestazioni di conducenti, veicoli e risorse. In questo modo le flotte possono ridurre la necessità di utilizzare sistemi separati per la sicurezza, la telematica e la conformità normativa, supportando insieme dashcam e sistemi multicamera Brigade, oltre che tecnologie di terze parti.
OLTRE 2MILA PRODOTTI INTERCONNESSI
“Oggi siamo in grado di inviare i nostri tecnici in differenti Paesi europei – aggiunge Willmore – e verificare in loco se qualcosa non stia funzionando più velocemente del previsto, vantando dunque una capacità di pronto intervento di persona che altre aziende non possono permettersi, proprio perché non basate in Europa. Il grande vantaggio del nostro ecosistema consiste però nel mettere in connessione oltre duemila prodotti Brigade, avendo dunque un completo controllo di ognuno di essi: non andiamo a vendere videocamere, dashcam o radar recorder; vendiamo in realtà soluzioni costruite per la sicurezza delle persone. Le configurazioni delle telecamere possono essere allineate ai requisiti Direct Vision Standard, Fors e Clocs, mentre lo scarico remoto dei dati del tachigrafo favorisce il rispetto delle normative sui tempi di guida. Un vantaggio notevole. Oggi la moltiplicazione delle funzioni di gestione sta infatti impegnando i fleet manager al limite delle umane capacità, con il rischio di penalizzare la trasparenza delle operazioni”.
GRANDI CHANCES DI ESPANSIONE IN ITALIA
Al di là del Regno Unito, primo mercato per Brigade Electronics, le potenzialità di diffusione maggiori sono oggi riposte in Germania e Polonia, ma anche nel mercato italiano, in fortissima crescita nonostante le dimensioni commerciali ancora ridotte e, soprattutto, con ampi spazi di affermazione nel Meridione: al di là delle flotte commerciali leggere, l’hardware di Brigade Electronics può infatti prestarsi altrettanto bene per i mezzi pesanti, espandendo notevolmente il proprio appeal. “Un fattore di possibile accelerazione del business è il livello di rinnovamento delle flotte – prosegue Willmore – dal momento che sappiamo bene dell’anzianità media del parco mezzi italiani, spesso in servizio da oltre quattordici anni e, dunque, non in grado di cogliere le straordinarie opportunità della connessione con la nostra nuova piattaforma. Diverso il discorso sui truck, già ottimamente predisposti per quanto riguarda i nuovi modelli in acquisizione e dunque in grado di rappresentare il nostro booster in Italia. Resta sicuramente sensibile il problema della disomogeneità delle regolamentazioni di connessione delle videocamere, non di rado in contrasto da una città all’altra. Oggi gli algoritmi possono essere aggiornati in tempi più brevi, ma alla fine è la predisposizione al cambiamento dei fornitori di infrastrutture a esercitare un peso decisivo. Penso che alcuni di loro, provenienti soprattutto dall’Estremo Oriente o dall’America del Nord, esercitino al momento politiche commerciali molto aggressive, dunque interessanti in tempi di crisi economica: dobbiamo però maturare tutti una visione di lungo termine e restituire priorità eurocentrica al mercato. Ecco perché siamo convinti che la nostra offerta abbia tanto da dire, sia per quanto riguarda l’hardware che il software. Entrambi, ormai, non dipendenti più da partnership esterne”. In aggiunta, la competitività dell’ecosistema Brigade non riguarda solo l’onroad, ma punta anche ad altri importanti segmenti di mercato quali il construction e il waste. La digitalizzazione di Brigade Electronics è anche e soprattutto questo: abbattimento di confini e potenza sinottica. In una parola, interconnessione.



