Il 2025 di Renault Trucks Italia si inserisce in una fase di mercato che potremmo definire di piena maturità. Non tanto perché le incertezze siano venute meno, quanto perché la pluralità tecnologica è ormai una condizione strutturale con cui il settore deve confrontarsi. Elettrico, endotermico evoluto, carburanti alternativi e nuovi modelli di servizio convivono oggi nello stesso perimetro operativo, imponendo a costruttori e clienti una capacità di lettura più sofisticata rispetto al passato. “Il 2025 è stato un anno positivo” spiega Edouard Savelli, CEO di Renault Trucks Italia, “grazie alla nostra capacità di offrire un mix di prodotto sempre più orientato verso soluzioni efficienti e tecnologiche”. Un risultato che non nasce da accelerazioni improvvise, ma da un percorso progressivo che ha visto Renault Trucks lavorare in parallelo sull’evoluzione dei veicoli, sul rafforzamento dei servizi e su una relazione sempre più strutturata con il cliente finale.
Guardando all’anno che si è appena concluso, come fotografa il 2025 di Renault Trucks Italia?
Il 2025 è stato un anno di continuità e di conferma. Abbiamo mantenuto buoni volumi e consolidato un mix di prodotto sempre più orientato all’efficienza. Sul fronte on-road, l’elettrico cresce lentamente ma in modo progressivo, soprattutto nelle attività urbane, mentre le nuove motorizzazioni endotermiche restano fondamentali per le tratte più lunghe e per chi richiede ampia autonomia e flessibilità. Nel mondo off-road la domanda rimane elevata e i clienti continuano ad apprezzare l’affidabilità e la robustezza della nostra gamma K. In generale, possiamo dire che la strategia che integra elettrico ed endotermico si è dimostrata efficace e oggi è pienamente matura.

Nel corso del 2025, quali criticità operative vi hanno segnalato maggiormente i clienti?
Per quanto riguarda i veicoli diesel, sia stradali sia da cantiere, i riscontri sono stati molto positivi in termini di affidabilità e qualità della vita a bordo. Soluzioni come Up-Time, la manutenzione predittiva, i servizi digitali e una rete di assistenza capillare e costantemente aggiornata su tutto il territorio nazionale ci consentono di offrire ai clienti non solo un veicolo, ma una vera tutela nella gestione quotidiana del lavoro. L’evoluzione della nostra offerta ha permesso di rispondere in modo concreto ai problemi operativi, rendendo l’attività più semplice, pianificabile e controllabile. Sul fronte elettrico, invece, emerge con forza il cosiddetto ‘timore operativo’. I clienti temono di non riuscire a completare la propria attività quotidiana a causa dell’autonomia o delle difficoltà di ricarica. È una preoccupazione comprensibile, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove le infrastrutture non sono ancora omogenee. Per questo motivo non proponiamo solo un prodotto E-Tech, ma un progetto strutturato di operatività quotidiana, costruito insieme al cliente.
Ed è proprio qui che la strategia di Renault Trucks si distingue: la transizione non viene interpretata come una semplice sostituzione tecnologica, ma come un processo che coinvolge pianificazione, organizzazione e cultura operativa. L’obiettivo non è ‘vendere il veicolo elettrico’, ma renderlo compatibile con i flussi di lavoro reali delle aziende di trasporto, evitando che l’innovazione diventi un fattore di stress anziché di efficienza. In questo senso, il 2025 ha rappresentato anche un banco di prova culturale per il settore. La pluralità tecnologica, spesso percepita come un elemento di confusione, diventa invece un’opportunità se accompagnata da un lavoro di interpretazione e di traduzione operativa. Non tutti i clienti sono chiamati a fare le stesse scelte, né negli stessi tempi, ed è proprio qui che il ruolo del costruttore evolve. Renault Trucks si posiziona come interlocutore capace di leggere i diversi modelli di business, distinguendo tra chi può già beneficiare dell’elettrico e chi, invece, ha bisogno di soluzioni endotermiche sempre più efficienti e affidabili. La transizione, in quest’ottica, non è un obbligo uniforme, ma un percorso modulare, costruito sulla base delle missioni, dei territori e delle reali possibilità operative delle aziende. Un approccio che richiede ascolto, competenza e continuità nel tempo, e che sposta il valore dal singolo veicolo all’intero ecosistema di servizi, assistenza e consulenza che lo circonda.

Alla luce del quadro macroeconomico e dell’andamento del 2025, quale scenario intravede per il mercato dei veicoli industriali nel 2026?
Per il 2026 prevediamo un mercato complessivamente stabile, ma fortemente differenziato tra segmenti e applicazioni. Nel trasporto su strada, l’elettrico continuerà la sua crescita, lenta ma costante, soprattutto nella distribuzione urbana e nelle tratte medio-brevi, dove può ridurre emissioni e costi operativi. Parallelamente, le motorizzazioni endotermiche ottimizzate resteranno complementari per i percorsi lunghi. È però evidente che l’elettrico stia diventando sempre più concreto anche per missioni più impegnative, grazie a nuovi modelli più performanti in termini di autonomia e portata utile e allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, in particolare nel Nord Italia. Per quanto riguarda l’off-road, la nostra gamma K rimane il prodotto di riferimento. Nel 2025 abbiamo ottenuto ottimi riscontri grazie a un tour itinerante su tutto il territorio nazionale che ci ha permesso di invitare i nostri clienti in contesti operativi nei quali hanno potuto provare direttamente i nostri veicoli; nel 2026 continueremo a promuoverla presso clienti selezionati.
Renault Trucks dispone oggi di una delle gamme elettriche più complete del mercato. Quali saranno i pilastri della strategia E-Tech nel 2026?
Nel 2026 punteremo ad arricchire ulteriormente l’offerta E-Tech con nuovi prodotti, in modo da coprire un numero sempre maggiore di mission. Ma il prodotto non è mai fine a se stesso: ogni veicolo è accompagnato da pacchetti di servizi di manutenzione costruiti in funzione dell’attività specifica del cliente. Parallelamente lavoreremo allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, anche attraverso il progetto Milence, e al supporto operativo con consulenza e strumenti digitali. Siamo consapevoli che l’elettrico rappresenti ancora un investimento importante e per questo offriamo ai clienti la possibilità di testare i veicoli in condizioni reali, utilizzandoli nella loro attività quotidiana tramite veicoli demo.

In questo scenario di pluralità tecnologica, quale ruolo continuerà a giocare il diesel di nuova generazione?
Il diesel di nuova generazione continuerà a svolgere un ruolo centrale, soprattutto per chi percorre tratte lunghe o opera in contesti dove l’elettrico non è ancora praticabile. La nostra gamma endotermica aggiornata offre maggiore efficienza, riduzione dei consumi e compatibilità con carburanti alternativi come l’HVO. Endotermico ed elettrico non sono soluzioni alternative, ma complementari all’interno di una strategia che punta a garantire certezze operative.
Per il mondo Construction, la gamma K rimane un punto fermo. Quali sviluppi sono previsti?
Nel 2026 la gamma K continuerà a essere il nostro riferimento per il settore cava-cantiere. Continueremo a lavorare su efficienza e robustezza, affiancando veicoli sempre più affidabili a servizi digitali e pacchetti di manutenzione predittiva che aiutano a ridurre al minimo i tempi di fermo. Sono inoltre disponibili configurazioni dedicate ai lavori più gravosi, pensate per garantire continuità operativa anche nei cantieri più complessi.
La rete di vendita e assistenza è sempre più centrale, soprattutto con l’elettrico. Quali evoluzioni sono previste?
Nel 2026 continueremo a rafforzare la nostra rete per garantire un servizio sempre più mirato e qualificato. I tecnici seguono percorsi di formazione sia sull’endotermico sia sull’elettrico e le officine, comprese quelle mobili 24/7, sono strutturate per intervenire su entrambe le tecnologie. In parallelo stiamo sviluppando servizi dedicati alla gestione operativa delle flotte elettriche, dalla pianificazione delle ricariche al monitoraggio energetico, fino al supporto digitale continuo, così da garantire ai clienti continuità di servizio e piena efficienza dei mezzi.


Ci sono nicchie strategiche su cui concentrerete maggiormente gli sforzi nel 2026?
Ci focalizzeremo su segmenti che richiedono soluzioni personalizzate e ad alto valore aggiunto. Grazie alla collaborazione con alcuni allestitori proponiamo veicoli “chiavi in mano” sia per il cava-cantiere sia per il trasporto a temperatura controllata, su gamma T e Renault Trucks Master. L’arrivo di piattaforme dedicate come Flexis ci permetterà inoltre di offrire soluzioni ottimizzate per le missioni urbane, con veicoli elettrici progettati per garantire autonomia, efficienza e facilità di gestione.
Il mondo degli LCV sta vivendo una trasformazione parallela a quella dei pesanti. Come evolveranno Trafic e Master nel 2026?
Nel 2026 Trafic e Master continueranno il loro percorso evolutivo all’interno di una logica di progressiva specializzazione delle missioni. Da un lato, le versioni elettriche – in particolare su Master – sono destinate a trovare una crescente applicazione nelle attività urbane e nella distribuzione leggera, contesti nei quali silenziosità, assenza di emissioni allo scarico e prevedibilità dei percorsi rappresentano un vantaggio operativo concreto. Dall’altro, le motorizzazioni endotermiche resteranno una componente essenziale dell’offerta per tutte quelle operazioni che richiedono percorrenze più lunghe, maggiore autonomia e massima flessibilità. Anche nel mondo dei veicoli leggeri, dunque, continueremo a interpretare la pluralità tecnologica come uno strumento per garantire continuità operativa, adattando la soluzione al contesto reale in cui il mezzo è chiamato a lavorare, piuttosto che forzare scelte univoche in un mercato ancora profondamente eterogeneo.



