Le principali associazioni del settore trasporti chiedono alla Commissione Europea di garantire continuità ai finanziamenti per le infrastrutture della rete di ricarica dei mezzi pesanti a zero emissioni, evitando un blocco nel biennio 2026–2027.
IRU, ACEA e Transport & Environment hanno lanciato un appello congiunto alla Commissione Europea per scongiurare un’interruzione dei finanziamenti dedicati alle infrastrutture per i veicoli pesanti a zero emissioni. In una lettera inviata alla presidente Ursula von der Leyen e al commissario per i trasporti Apostolos Tzitzikostas, le tre organizzazioni chiedono interventi urgenti per evitare un vuoto di sostegno tra il 2026 e il 2027, dovuto all’esaurimento dell’Alternative Fuels Infrastructure Facility (AFIF). Lo strumento ha finora attivato investimenti per circa 3 miliardi di euro, consentendo lo sviluppo di progetti in tutta l’Unione Europea. L’assenza di un successore dell’AFIF prima del nuovo quadro finanziario 2028 rischia ora di frenare la crescita delle reti di ricarica e rifornimento a idrogeno, proprio mentre il mercato dei camion elettrici inizia a consolidarsi.
Continuità e accelerazione per sostenere la transizione
Secondo i firmatari dell’appello, il mancato proseguimento del sostegno europeo avrebbe conseguenze immediate sulla fiducia del mercato, sull’interesse degli investitori e sulla competitività industriale dell’UE. Thomas Fabian, responsabile veicoli commerciali di ACEA, ha sottolineato che “una pausa nei finanziamenti rischia di rallentare l’adozione dei veicoli a zero emissioni proprio nel momento decisivo”. IRU evidenzia inoltre l’importanza cruciale del depot charging, ovvero le ricariche in deposito, fondamentali per garantire prevedibilità e controllo operativo alle aziende di trasporto. T&E aggiunge che “in tutta Europa, da Portogallo a Romania, i progetti stanno decollando grazie all’AFIF”, chiedendo quindi maggiori certezze per gli operatori energetici e logistici. Le organizzazioni auspicano che la Commissione intervenga al più presto per estendere l’AFIF o attivare strumenti alternativi in collaborazione con gli Stati membri, coprendo l’intera filiera infrastrutturale: punti di ricarica pubblici, connessioni di rete, ricarica nei depositi e sistemi di accumulo energetico.



