Un anno che si è aperto in linea con i precedenti, questo 2026 per Prometeon, segnando una continuità rispetto ai risultati del lavoro che il brand specializzato in pneumatici per veicoli industriali sta portando avanti, anche in Italia, da tempo. In particolare, da quando ha lanciato su scala globale il suo prodotto marchiato Prometeon, che sta convincendo il settore, grazie alle sue performance, ma anche grazie alle modalità con cui viene proposto alle aziende, nell’ambito di una stretta partnership con i dealer. Raggiungiamo presso il luminoso headquarter di Milano Bicocca Gaetano Trezza, da un anno a capo del marketing e della comunicazione , per commentare insieme a lui il contesto e come l’azione del suo marchio stia avendo la meglio su dinamiche non semplicissime.
“Operiamo in un mercato maturo – esordisce Trezza -, che segue un andamento ciclico ed è caratterizzato da trend prevedibili. Il contesto geopolitico e macroeconomico è piuttosto complesso, e al suo interno gli operatori professionali non si sentono a loro agio, preferendo contesti più stabili, perché la visibilità, almeno sul medio periodo, abilita la pianificazione dell’investimento. Dal nostro punto di vista però l’elemento dell’internazionalità ci aiuta a restare in equilibrio, potendo contare su diversi canali, e quindi original equipment e replacement, ma anche aree geografiche eterogenee, all’interno delle quali abbiamo poli forti, ma anche aree in cui vediamo ampi margini di crescita, e penso ad esempio all’Africa e al Nord America. La diversificazione è un valore aggiunto per Prometeon: essere globali ci permette di trasformare la complessità in valore”.

Quali saranno le linee guida che seguirete per continuare a soddisfare le esigenze dei clienti?
La nostra traiettoria strategica è chiara, vogliamo continuare a focalizzarci sulla massimizzazione del TCO per le imprese che scelgono i nostri pneumatici. Per raggiungere l’obiettivo, offriamo, oltre al prodotto, soluzioni sempre più avanzate e un catalogo di servizi integrato, completo. Inoltre, punto focale, operiamo insieme alla rete di rivenditori che, specialmente in Italia, è la rete SuperTruck: più che un canale commerciale è un vero e proprio asset strategico, che ci permette di approcciare nel modo corretto il cliente, conoscendone a fondo le necessità. Che poi è ciò che abbiamo sempre curato, uno scambio continuo e costante con le aziende: storicamente siamo italiani, l’Italia è il nostro flagship market, quello in cui affondiamo in profondità le nostre radici.
Ci saranno novità nel corso dell’anno in termini di prodotto, servizi o iniziative?
Il 2026 sarà l’anno del consolidamento del progetto di rebranding, con l’introduzione sui diversi mercati del nostro brand Prometeon. Il processo sta centrando tutte le nostre aspettative e, nei mercati già coperti, quest’anno consegneremo il prodotto alla quasi totalità dei nostri clienti. Stiamo procedendo affrontando delle priorità geografiche: siamo partiti con l’area EMEA, dove abbiamo tre poli importanti – l’Italia, la Turchia e l’Egitto -, paesi, questi ultimi, che ospitano due dei nostri stabilimenti produttivi. L’evoluzione successiva è stata quella di concentrarci su Brasile e America Latina, dove, anche qui, la nostra presenza è storica, con gli impianti di Santo André fondato nel 1941 e di Gravataí, in attività dal 1974. Siamo un brand corporate che si è trasformato in un brand di prodotto, e siamo orgogliosi di questo passaggio, perché finalmente riusciamo a raccontare noi stessi, le capacità industriali, il know how, le competenze consolidate e il livello tecnologico raggiunto direttamente sul nostro prodotto.


In che modo la vostra strategia di marketing sta differenziando il brand in un settore così tecnico e competitivo?
In un contesto come il nostro, esattamente, molto competitivo, la strategia di marketing non può basarsi solo sul prodotto. Il pneumatico e le sue caratteristiche prestazionali sono senza dubbio un primo elemento fondamentale, quello che ci assegna il nostro elevato posizionamento. Ma all’arco di Prometeon ci sono altre frecce. Aggiungiamo innanzitutto la specializzazione: tra i produttori premium, Prometeon è l’unico che può dirsi dedicato esclusivamente a questo settore. Per il truck ci siamo noi. E la verticalità ci permette anche di intessere un rapporto privilegiato con le flotte e con i clienti che si occupano di trasporto: il prodotto truck richiede una cura, in termini di professionalità, anche tecnica, diversa rispetto al pneumatico consumer. Un altro elemento importante: noi non abbiamo una rete di proprietà che distribuisce pneumatici e questo cementa inevitabilmente il rapporto con chi ci rappresenta sul territorio.
Ancora, ci viene riconosciuta la nostra flessibilità e la capacità di essere consulenti nei confronti dei clienti: soprattutto in Italia abbiamo tanta esperienza, nell’ascoltare e nel tradurre in piani concreti le diverse esigenze di continuità operativa. E infine perseguiamo un posizionamento premium anche con progetti avanzati di Customer Relationship Management, oltre che proponendo attività di formazione del personale, sia commerciale che tecnica. Quanto alla prima, ci affidiamo per le soft skill relative alla capacità negoziale ad agenzie specializzate; se parliamo invece di formazione tecnica, che è non solo prodotto, ma anche servizio, approccio commerciale al mercato, questa viene gestita internamente, erogando corsi ai formatori locali nella loro lingua. Perché a casa nostra la centralità dei rapporti umani si declina anche così: non basta essere vicini ai clienti, bisogna trattare con estrema cura anche i colleghi in giro per il mondo.

Quali caratteristiche dei pneumatici risultano più determinanti nelle decisioni d’acquisto dei clienti professionali?
Intanto occorre differenziare il mondo dell’original equipment da quello del replacement. Il primo persegue anche caratteristiche legate alla normativa: efficienza, sostenibilità, labeling. Se parliamo invece di flotte, le imprese non chiedono una caratteristica specifica di prodotto, che sia chilometraggio, resistenza al rotolamento, ricostruibilità, ma una soluzione ad un problema, una gestione complessiva del tema. L’approccio deve essere integrato, altrimenti non funziona. La priorità è il controllo dei costi e l’efficienza operativa, certamente, poi vengono la sicurezza e la compliance nei confronti delle normative che, specie nel mondo europeo, sta diventando imprescindibile. In Prometeon offriamo tra l’altro ai nostri clienti attestati spendibili nella redazione dei bilanci di sostenibilità o nella partecipazione a tender, che fotografano il risparmio in termini di emissioni derivante dall’utilizzo dei nostri pneumatici e dei nostri sistemi. Inoltre, sempre di più, l’azienda domanda semplificazione e quindi la possibilità di integrare i diversi gestionali della flotta. Le nostre piattaforme sono aperte ad applicazioni terze e questo fa una grande differenza per i clienti. Che possono così disporre di un unico access point a tutti i dati di cui hanno bisogno per tracciare costantemente i veicoli, e i loro pneumatici, e assicurarsi che non si verifichino fermi macchina improvvisi.
Prima ha accennato alla ricostruibilità: quale posto occupa l’argomento nel mondo Prometeon?
La ricostruzione nella visione di Prometeon ha una doppia valenza: risparmio e sostenibilità. Il primo tema va valutato alla luce del Total Cost of Ownership: quando un’azienda sceglie un pneumatico, ne deve prevedere il valore lungo tutto il ciclo di vita, e su questo impatta naturalmente la possibilità di ricostruirlo. Per decidere in modo consapevole, e calcolare quindi nel dettaglio tutti gli step che quel pneumatico dovrà affrontare, tenendo conto degli impieghi a cui verrà destinato, le aziende possono contare sulla consulenza della nostra rete SuperTruck e dei nostri venditori, che si avvalgono tra gli altri strumenti di un tool dedicato capace di prendere in esame tutti gli elementi del TCO. Esiste poi il tema della sostenibilità, della circolarità, la cui evoluzione verrà seguita dalla normativa comportando un’attenzione sempre maggiore anche da parte dei clienti, perché oltre che economica diventerà sempre di più una questione di reputazione. Noi sulla ricostruzione abbiamo da sempre diversi partner sul territorio: alcuni SuperTruck sono ricostruttori, ad esempio, e torniamo ancora una volta al discorso della partnership tra noi, che non produciamo ricostruito, e la rete. Se alle nostre flotte serve un pneumatico di seconda vita è business per la rete.
Come raccogliete e analizzate i feedback degli operatori del settore?
Abbiamo parlato del flusso di informazioni che scorre tra noi, i distributori e la flotta. C’è un altro elemento importante, che è quello dei test diretti sul campo, test comparativi, di sviluppo. E poi abbiamo il nostro laboratorio su ruote, il nostro cliente più esigente nelle condizioni più estreme, si chiama Martin Macík Jr.: oltre ad essere un brand ambassador, lavora costantemente insieme ai nostri ingegneri, fornendo loro informazioni preziose per lo sviluppo del prodotto. Se il pneumatico va bene per un rally raid, è probabile che sarà pronto ad affrontare qualunque mission le nostre flotte gli vogliano proporre.




Quali canali e strumenti di marketing ritenete più efficaci per raggiungere clienti B2B nel settore dei veicoli industriali?
Quando parliamo di B2B e di pneumatici per veicoli industriali, è necessario un approccio integrato che stiamo realizzando a diversi livelli. Il primo è mainstream e individua in partnership come quella con Parma Calcio in Italia l’opportunità di essere visibili, ma anche di incontrare i nostri clienti, di ingaggiarli in contesti affini. Il secondo filone ha un lato più tecnico, più verticale, ed è dove la partnership incontra lo sviluppo tecnico, come con Martin Macík Jr. e MM Technology, o in Brasile con Copa Truck e Bia Figueiredo. Esistono poi le fiere, partecipiamo alle più importanti a livello internazionale: Transport Logistic, Solutrans, IAA, per citarne alcune. L’ultimo elemento è il mondo digitale, che presidiamo con contenuti di alto valore, anche in questo caso tecnico, e, last but not least, i media verticali, anch’essi in contatto con il mercato, che ci supportano nella narrazione della nostra strategia.
Dazi antidumping: li vedete come una soluzione per mantenere competitività e preservare il valore del brand?
I dazi servono quando il loro obiettivo è stabilire condizioni eque di competizione sul mercato. Il posizionamento del brand non può partire dalla normativa.
GAETANO TREZZA – LA BIO
Classe 1977, nato a Sala Consilina, in provincia di Salerno, Gaetano Trezza è laureato in Bocconi in economia aziendale e gestione dell’impresa internazionale. È entrato in Pirelli subito dopo la discussione della tesi. “Ho lavorato in diversi mercati, iniziando da quello italiano, e facendo poi diversi passaggi in HQ, sempre all’ambito marketing e commerciale. Nel 2009 ho iniziato a girare il mondo. Ho vissuto tre anni a Mosca, dove ero responsabile di marketing e supply chain, per poi passare ad occuparmi dell’area Nordics nel ruolo di responsabile marketing and sales, avendo base a Stoccolma”. Poi Germania e Stati Uniti come chief marketing officer. Nel 2022 arriva in Prometeon, e gli viene affidato il ruolo di managing director dell’area Central Europe dalla sede di Darmstadt, in Germania. A metà del 2024 rientra a Milano per seguire lo sviluppo del business flotte e network, per poi accettare, all’inizio del 2025, il ruolo attuale. “L’arrivo in Prometeon ha segnato il mio ingresso nei truck: nel mondo consumer giocano elementi importantissimi di marketing, quindi non c’è mai stato certo spazio per la noia, oggi però parliamo con gli imprenditori e con il nostro prodotto impattiamo direttamente sul loro P&L, influiamo sul futuro delle aziende. E questo mi entusiasma”. Amante della lettura, Gaetano Trezza segue le serie procedural americane: “Mi sfido a scoprire il finale prima che la trama porti alla soluzione del caso”. Una lucidità di visione che ha voluto regalare anche a noi in queste pagine.


