Paolo Pessina, confermato presidente di Federagenti per un nuovo mandato.
Paolo Pessina, confermato presidente di Federagenti per un nuovo mandato.

Riforma portuale, Paolo Pessina confermato alla guida di Federagenti

Federagenti rinnova all’unanimità il mandato a Paolo Pessina: riforma portuale e tensioni geopolitiche tra i temi centrali del nuovo incarico

Paolo Pessina è stato confermato alla presidenza di Federagenti, la Federazione Nazionale Agenti, Raccomandatari Marittimi e Mediatori Marittimi. La riconferma è arrivata con voto unanime dell’assemblea riunita a Roma, al Boscolo Circo Massimo. Per il presidente genovese si apre così un nuovo mandato in una fase complessa per il settore marittimo, stretto tra le conseguenze delle tensioni geopolitiche e il confronto sulla riforma portuale italiana. Due dossier che incidono direttamente sull’operatività degli scali e sulle imprese rappresentate dalla federazione, chiamate a confrontarsi con un contesto internazionale instabile e con possibili cambiamenti nell’assetto della portualità nazionale.

Riforma portuale al centro del nuovo mandato

La riforma portuale sarà uno dei temi principali della nuova presidenza. Il confronto sul testo è già entrato nel vivo e proseguirà nel corso del 2027, con possibili effetti sugli equilibri del sistema, sulle priorità infrastrutturali e sul coordinamento tra porti e logistica. «È per me un grande onore reggere ancora il timone di Federagenti – ha affermato Pessina – ma specialmente farlo in un momento così delicato e complesso». Per Federagenti, il percorso della riforma portuale assume particolare rilievo anche per il ruolo svolto dagli agenti e dai raccomandatari marittimi nei rapporti tra compagnie, terminal, autorità e operatori della filiera.

Il peso delle crisi geopolitiche sui porti

Accanto alla riforma portuale, Pessina ha richiamato l’attenzione sul quadro internazionale. «A livello internazionale con le crisi geopolitiche che incidono sull’operatività dei nostri porti e anche su quella delle imprese che Federagenti rappresenta; a livello nazionale con la discussione sul testo di riforma portuale che è già entrata nel vivo ma che si svilupperà nel corso del 2027». Il nuovo mandato si svilupperà quindi lungo due direttrici parallele: da una parte la gestione degli effetti delle tensioni internazionali sui traffici marittimi, dall’altra il confronto sull’evoluzione della portualità italiana, con particolare attenzione alle infrastrutture e alla loro integrazione nel sistema logistico nazionale.

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