La partecipazione di Multitrax a Transpotec Logitec 2026 rappresenta il punto di convergenza tra storia, strategia, prodotto, consulenza e applicazioni sul campo.
Un momento non solo espositivo, ma dimostrativo: qui la proposta Multitrax si traduce in mezzi, configurazioni e servizi pensati per rispondere alle esigenze reali della filiera del trasporto.

Un momento anche celebrativo, che si inserisce nel percorso dei 30 anni di attività dell’azienda all’insegna della naturale evoluzione di un modello costruito nel tempo, fatto di continuità operativa e sviluppo progressivo dell’offerta.
Una gamma che rappresenta un sistema
All’interno di uno spazio espositivo di oltre 500 metri quadrati nel Padiglione 22, Multitrax presenta una selezione di semirimorchi che rappresentano in modo completo il proprio portafoglio.
Non si tratta di una semplice esposizione di prodotto, ma di una lettura sistemica della logistica, in cui ogni veicolo risponde a una specifica funzione operativa.
“Siamo partiti dal prodotto, ma oggi quello che portiamo in fiera è un sistema: ogni mezzo ha senso solo se inserito nel contesto in cui deve lavorare”, spiega Alberto Maggi, CEO di Multitrax.
La gamma esposta copre diverse applicazioni:
- trasporto di materiali sfusi e liquidi;
- movimentazione ad alto volume;
- logistica agricola;
- trasporto container e intermodale.
Una pluralità che riflette la capacità di Multitrax di operare su segmenti diversi mantenendo una coerenza tecnologica e applicativa.
I semirimorchi in esposizione: tecnologia applicata
Tra i modelli presentati emergono alcune soluzioni emblematiche per contenuto tecnico e logica d’impiego:
- Feldbinder KIP 60.3: cisterna ribaltabile a pressione da 60 m³, con tara indicativa di 6.800 kg, caratterizzata da telaio e cisterna in alluminio e da una costruzione orientata alla durabilità. Tra gli elementi distintivi: 5 boccaporti di carico, cono di scarico Ø800 mm con apertura combinata, batteria aria e componenti in acciaio inox elettropulito, sistema di gonfiaggio automatico pneumatici e TPMS, oltre a 1° asse sollevabile e 3° asse sterzante per ottimizzare consumi e usura;

- Kraker K-Force: piano mobile da circa 92 m³ con tara di circa 8.000 kg, progettato con struttura imbullonata e 41 traverse passanti per migliorare la resistenza alle sollecitazioni. La cassa autoportante in alluminio integra rinforzi nei punti critici, mentre il sistema Cargo Floor con sensore temperatura olio garantisce continuità operativa. Completano la configurazione il terzo asse sterzante, il primo asse sollevabile e dispositivi di protezione come la barra para-incastro ribaltabile pneumaticamente;

- Kraker K-Force Agri: versione dedicata al settore agricolo, con capacità di circa 66 m³ e tara ridotta a circa 7.200 kg. Progettato per operare in contesti complessi, mantiene le caratteristiche strutturali della versione standard, integrando però dimensioni ottimizzate, altezza da terra di 3.700 mm e soluzioni come il telo automatico Overquick e le bocchette per granaglie;
- D-Tec Alutipper: vasca ribaltabile in alluminio con capacità di 59 m³ e tara contenuta (circa 6.200 kg), costruita con telaio in acciaio ad alta resistenza e vasca DB 110. Lo spessore del pianale (7 mm) e delle pareti (2,7 mm) garantisce un equilibrio tra robustezza e peso, mentre la configurazione con porta stagna a doppia apertura, telo ADR antivento e assi gestiti (1° sollevabile, 3° sterzante) la rende adatta a impieghi intensivi;

- D-Tec Flexitrailer: portacontainer estensibile con tara di circa 4.700 kg, progettato per gestire tutte le principali combinazioni (20’, 30’, 40’, 45’, 2 x 20′ e casse mobili UIC). La struttura in acciaio con estensioni meccaniche anteriori e posteriori riduce la complessità manutentiva, mentre dotazioni come il traction help sul primo asse, i roller di scorrimento e la predisposizione ADR ne ampliano la versatilità operativa;


- D-Tec CC20: portacontainer fisso con tara di circa 3.300 kg, progettato per il trasporto di container da 20 piedi o tank 7.82. Si distingue per la semplicità strutturale e per dotazioni orientate alla sicurezza e alla gestione del carico, come camminamenti in acciaio inox, vaschetta raccolta colaticci e porta tubi dedicato.
Questi mezzi non rappresentano solo varianti di prodotto, ma strumenti progettati per rispondere a esigenze specifiche, coerentemente con l’approccio illustrato nell’evoluzione consulenziale dell’azienda.
Il Burgers double deck: dalla teoria alla strada
Tra le soluzioni più rappresentative spicca il semirimorchio doppio piano Burgers Dry-2-Steered, già al centro di applicazioni operative reali.


Il modello esposto a Transpotec è la versione ricondizionata in fabbrica, destinata a entrare nella flotta di Four Sustainable Logistics per l’operatività di Lyreco Italia, fornitore di soluzioni per ogni ambiente di lavoro.
Con una configurazione a doppio piano da 1,82 m ciascuno, il veicolo consente una capacità fino a 52 europallet o 92 roller, con una portata sul piano superiore di 18.000 kg. La presenza di assi sterzanti TRIDEC, sistema TPMS e struttura con sospensioni indipendenti permette di aumentare del 60% la capacità di carico riducendo al contempo il numero di viaggi e le emissioni.
“Qui non parliamo più di potenzialità, ma di applicazioni reali: il mezzo è già inserito in flussi operativi concreti”, sottolinea Maggi.
È proprio questo passaggio – dalla dimostrazione alla messa a terra – che segna la maturità di un approccio.
Servizi e infrastruttura: il sistema Multitrax
Accanto ai mezzi, Transpotec diventa anche il luogo in cui si manifesta la struttura di servizi costruita nel tempo.
Le quattro divisioni – Vendita, Noleggio, Ricambi e Agricoltura – non sono compartimenti separati, ma elementi di un sistema integrato che consente di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di utilizzo del semirimorchio.
- il noleggio permette di testare le soluzioni;
- i ricambi, gestiti tramite magazzini automatizzati, garantiscono continuità operativa;
- la divisione agricoltura apre nuovi scenari applicativi;
- la vendita si inserisce in un percorso già validato.
“Il cliente oggi non compra solo un mezzo: si aspetta continuità, supporto e capacità di risolvere problemi nel tempo”, evidenzia Maggi.
Transpotec come piattaforma di confronto
La fiera diventa quindi un punto di incontro tra i diversi attori della filiera: costruttori, trasportatori, committenti e operatori logistici.
In questo contesto, la proposta Multitrax assume un significato più ampio: non solo presentazione di prodotti, ma costruzione di dialogo.
“Eventi come Transpotec servono proprio a questo: confrontarsi, verificare sul campo le soluzioni e capire insieme dove sta andando il mercato”, osserva Maggi.
La sintesi di un percorso
La presenza a Transpotec Logitec 2026 rappresenta quindi la sintesi di un percorso che unisce esperienza, evoluzione del ruolo aziendale e capacità di tradurre la tecnologia in operatività.
Un punto di arrivo che, allo stesso tempo, apre una nuova fase.
“In questi trent’anni abbiamo costruito delle basi solide. Ora l’obiettivo è continuare a evolverci, mantenendo la stessa capacità di leggere il cambiamento e trasformarlo in opportunità”, conclude Maggi.
Prossimi articoli
Nel settore dei semirimorchi e della logistica, trent’anni non rappresentano solo una soglia temporale, ma un indicatore preciso di capacità di adattamento, visione industriale e solidità operativa. Multitrax arriva a questo traguardo portando con sé un percorso iniziato nel 1996.
Multitrax negli ultimi anni ha progressivamente ridefinito il proprio ruolo nella filiera. Un’evoluzione che affonda le proprie radici in un percorso costruito nel tempo, fatto di continuità operativa e sviluppo progressivo dell’offerta.


