Fabio Petri, responsabile parco Triacca Trasporti

Petri, Triacca Trasporti: con VDO una regia unica per i nostri trasporti eccezionali

Ci sono trasporti che, per definizione, non possono essere considerati ordinari. Sono quelli che richiedono percorsi studiati metro per metro, mezzi adeguati, autorizzazioni, tecnici sul campo e una pianificazione nella quale anche pochi centimetri possono fare la differenza. Se poi si devono gestire una cinquantina di trattori stradali, circa settanta semirimorchi, motrici, furgoni, autogru e camion gru, la complessità aumenta ulteriormente. E proprio per questo, per un’azienda impegnata in questo settore, gestire la propria flotta è una necessità imprescindibile. È su questa esigenza che si è sviluppata negli anni la partnership tra Triacca Trasporti e VDO, una collaborazione che affonda le proprie radici nell’introduzione del tachigrafo digitale e che, negli anni, si è progressivamente allargata fino a costruire un vero e proprio ecosistema. Una messa in rete che consente oggi di monitorare non solo i veicoli industriali, ma anche quei mezzi – come i furgoni – che non essendo soggetti all’obbligo del tachigrafo rischiavano di rimanere fuori dal perimetro di un’accura pianificazione.

Cinquant’anni sulla strada

La storia di Triacca Trasporti comincia nel 1974, quando Giovanni Petri e Maria Rosa Triacca fondano l’azienda insieme ai figli Doriano e Federico attuale Amministratore. “All’inizio avevamo pochi camion e ci occupavamo di piccoli trasporti” – racconta Fabio Petri, nipote del fondatore e figlio di Doriano -; negli anni poi ci siamo strutturati e oggi abbiamo circa un centinaio di dipendenti”. Uno sviluppo che ha seguito le trasformazioni del mercato. Negli anni Novanta l’azienda sposta infatti il proprio core business verso l’ambito portuale e la movimentazione dei coils per l’industria siderurgica, avviando contemporaneamente le prime attività nel settore dei trasporti eccezionali. Con l’inizio degli anni Duemila arrivano poi le attività terminalistiche e un progressivo consolidamento dell’operatività su tutto il territorio nazionale. Oggi Triacca Trasporti è una realtà articolata, nella quale il trasporto rappresenta soltanto una parte di un’offerta più ampia. “Ci occupiamo principalmente – spiega Petri – di trasporti eccezionali, voluminosi e pesanti, ma anche di trasporti standard e in generale di logistica. Collaboriamo con le più importanti case di spedizione. Preleviamo la merce nelle fabbriche, la posizioniamo nei container che trasportiamo poi nei porti per farli arrivare alla destinazione finale, anche dall’altra parte del mondo.

A questo si aggiungono le attività di sollevamento industriale, grazie alla presenza nella nostra flotta di autogru e piattaforme”. Una struttura cresciuta senza perdere il carattere familiare delle origini. Oggi alla guida ci sono ancora la seconda generazione, rappresentata da Doriano Petri e dal fratello Federico, e la terza, alla quale appartengono i cinque nipoti del fondatore. Fabio, classe 1984, è il maggiore. “Sono entrato in azienda nel 2005 e ho cominciato proprio guidando i mezzi. Ho vissuto dodici anni sulle autogru e successivamente, dal 2017, seguo tutta la parte dell’ufficio acquisti e della manutenzione dei mezzi”. Un percorso che gli ha permesso di conoscere l’azienda prima dalla cabina e poi dalla prospettiva di chi deve scegliere, gestire e mantenere una flotta. Oggi il parco comprende circa cinquanta trattori stradali, tra veicoli convenzionali ed eccezionali, principalmente Volvo e Mercedes, oltre ad alcuni MAN e Scania, quattro autogru, sette camion gru e una settantina di semirimorchi di diverse tipologie. A questi si aggiungono i mezzi per la movimentazione dei container, compresi quattro carrelli elevatori di tipo portuale. Numeri che raccontano già da soli quanto sia articolata la gestione quotidiana. Ma la complessità vera emerge soprattutto quando il carico esce dagli standard. “Nel nostro lavoro – riprende Fabio Petri – la sfida più complessa è interpretare al meglio l’esigenza del cliente e studiare a fondo il percorso. Non essendo trasporti dalle misure standard, ci troviamo magari a transitare con carichi lunghi 40 metri e larghi 4-5 metri. Dobbiamo quindi studiare la strada da percorrere non solo al computer, ma sul posto, con i nostri tecnici impegnati costantemente su strada ad eseguire gli opportuni rilievi”. Una pianificazione che deve fare i conti anche con la burocrazia relativa alle autorizzazioni che, osserva Petri, “purtroppo non ci dà una mano”, ma che l’azienda affronta facendo leva sull’esperienza e sulla capacità di organizzare ogni dettaglio.

Dal tachigrafo alla flotta connessa

È in questo contesto che la tecnologia diventa uno strumento operativo, più che un semplice sistema di controllo. La collaborazione con VDO nasce infatti molto prima dell’attuale configurazione della flotta. “Triacca Trasporti – precisa Petri – sin dall’uscita del tachigrafo digitale, ha sempre lavorato direttamente con VDO. Negli anni abbiamo integrato il controllo satellitare della flotta, con la loro assistenza tecnica che si è sempre dimostrata puntuale e risolutiva”. “Si tratta di una partnership solida – conferma Andrea Codazzi, Sales Channel Fleets Manager di VDO -, nata circa dieci anni fa e cresciuta costantemente nel tempo. Il segreto di questa collaborazione è essere riusciti ad unire all’aspetto professionale un ottimo rapporto umano. Ogni progetto di Triacca è diventato per noi una sfida comune che ci porta ad affrontare le complessità tecnologiche fianco a fianco, integrando le nostre soluzioni e condividendo i risultati. È una sinergia reale che ha guidato la crescita di entrambi”. La parola chiave è integrazione. Il sistema implementato da VDO permette infatti di avere una visione complessiva della flotta e di mettere in relazione informazioni che, fino a qualche anno fa, sarebbero state gestite separatamente. “Ad esempio possiamo contare – di nuovo Petri – su dettagliati report relativi ai consumi e, utilizzando camion gru, riusciamo anche a vedere quando l’allestimento viene impiegato, quanto consuma la presa di forza”. Una gestione che non si limita quindi alla semplice geolocalizzazione dei mezzi, ma diventa uno strumento per leggere il comportamento della flotta, supportare la manutenzione e intervenire rapidamente quando qualcosa non funziona. “VDO – riprende Codazzi – non fornisce solo prodotti, ma un pacchetto completo composto da consulenza iniziale, assistenza tecnica continua e formazione sul campo. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione del cliente tutte le soluzioni tecnologiche e il supporto necessari per lavorare in modo efficiente, rapido e con la massima continuità operativa”.

Il semirimorchio non è più invisibile

L’ultimo tassello aggiunto al sistema riguarda i semirimorchi: da circa due mesi Triacca ha infatti collegato ai mezzi dispositivi con lettore di Badge rfid che consentono di sapere dove si trova ciascun veicolo e a quale trattore è stato agganciato. Può sembrare un dettaglio, ma quando i semirimorchi sono settanta e i piazzali più d’uno, avere in ogni momento la posizione dei mezzi equivale ad un significativo risparmio di tempo. Prima, racconta Petri, la procedura era molto meno immediata: “Erano tutte telefonate e l’autista perdeva intere mezz’ore a cercare il semirimorchio. Oggi basta consultare il sistema”. Il vantaggio, dunque, non è soltanto economico, ma è organizzativo e coinvolge direttamente il benessere dei dipendenti. La stessa logica è stata applicata a una categoria di veicoli che, proprio perché non soggetta al tachigrafo, rischiava di rimanere fuori dal sistema di controllo: i furgoni. “In questo caso oggi utilizziamo dei lettori di badge RFID per identificare l’autista – commenta Petri –  mentre prima capitava spesso che arrivassero delle multe senza che riuscissimo a risalire al conducente o al percorso effettuato”. La soluzione è stata installare un lettore di tag a bordo dei veicoli e associare il mezzo all’utilizzatore, estendendo così il monitoraggio anche a questa parte della flotta. “Oggi abbiamo sotto controllo tutto: dai furgoni ai semirimorchi, alle motrici, ai trattori. È un vero e proprio sistema di gestione della flotta che abbiamo realizzato insieme a VDO”. Una flotta, quindi, che viene osservata come un unico organismo, pur essendo composta da mezzi con funzioni e caratteristiche molto diverse. E nella gestione quotidiana questo significa poter intervenire più rapidamente anche quando si presenta un problema. 

Controllare per migliorare

“Tra l’altro – osserva Petri – gli autisti oggi chiedono feedback all’azienda, per sapere come guidano e quanto consumano”. E a maggior ragione nel trasporto eccezionale, dove la natura del lavoro rende particolarmente importanti esperienza e attenzione, il dato può diventare uno strumento di confronto e di miglioramento. Anche perché le informazioni possono assumere una funzione di sicurezza: in caso di malore o di emergenza, l’azienda è immediatamente in grado di sapere dove si trova il veicolo. È una prospettiva interessante perché sposta il tema della telematica dalla sorveglianza alla sicurezza, con un prossimo step nella collaborazione che potrebbe intensificarne la copertura. Tra le soluzioni che Triacca sta valutando c’è infatti la dashcam proposta da VDO, che va oltre la semplice registrazione delle immagini. “Il nostro sistema – spiega Codazzi – non è la classica dashcam che registra esclusivamente video legati a un evento, ma è anche dotata di un sensore di fatica. È in grado di capire se l’autista è stanco e di inviare alert per comunicargli quando è il caso di fermarsi, magari riposare”. Il sistema è inoltre in grado di rilevare comportamenti non conformi alle regole di sicurezza. “Sappiamo tutti – ancora Andrea Codazzi – che alla guida non si può usare il cellulare. Se l’autista telefona, la dashcam se ne rende conto e invia un avvertimento. La logica è sempre la sicurezza”.

Una partnership costruita sul campo

Se c’è un elemento che accomuna la storia di Triacca e quella della sua collaborazione con VDO è proprio l’evoluzione. L’azienda è cresciuta passando dai primi piccoli camion a una flotta articolata, dai trasporti tradizionali ai carichi eccezionali, dalla movimentazione portuale alla logistica e ai sollevamenti industriali. Parallelamente, il sistema di gestione della flotta è passato dal tachigrafo analogico a una piattaforma capace di tenere insieme veicoli, semirimorchi, furgoni, consumi, pneumatici e operatività. Per VDO, Triacca rappresenta quindi qualcosa di più di un cliente con una flotta e un business significativi. “Il suo valore – precisa Andrea Codazzi – ci spinge a migliorare e a mantenere alti i nostri standard. Collaborare con un cliente in modo così solido e lungimirante è una conferma che la direzione scelta da VDO è quella giusta”. Ed è proprio qui che si trova il senso della partnership: non nell’adozione di un singolo dispositivo, ma nella capacità di costruire nel tempo un sistema che cresca insieme all’azienda. Perché se un trasporto può essere eccezionale per dimensioni, peso e complessità, la gestione che lo rende possibile deve essere estremamente ordinaria.

MAGAZINE

NEWSLETTER

Vaisu

Don't Miss

Carlo Molteni: l’orgoglio di categoria governi il cambiamento

L’IMPRESA QUOTIDIANA di Carlo Molteni Siamo attorno al 1810. I

Palletways Italia e L.d. Logistic: mano nella mano, per crescere insieme

Da Forlì a Padova, fino ad arrivare a Ferrara e