Efficienza, prima di tutto. Ha le idee molto chiare Mingshi Xie, vicedirettore Commercial Vehicle Technical Centre di Saic, intervenuto all’ultima edizione di IAA Transportation ad Hannover. “Per proporci come player innovativi di mercato in Europa – ha spiegato nell’intervista rilasciata a ON ROAD Mag – stiamo puntando su una vera e propria rivoluzione del sistema di propulsione. In Cina osserviamo infatti una forte domanda di veicoli a nuova energia e ora notiamo la stessa tendenza anche nel Vecchio Continente, sebbene l’adozione stia avvenendo in modo più graduale. Credo dunque sia il momento giusto per introdurre su questo mercato la nostra tecnologia Maxsense per veicoli a nuova energia, raccogliendo progressivamente i riscontri locali”.
LA RIVOLUZIONE PASSA PER LA PROPULSIONE
Relativamente ai veicoli elettrici a batteria, la Cina dispone infatti di un livello tecnologico decisamente maturo non solo per quanto riguarda la batteria in sé, ma anche e soprattutto il sistema di propulsione. Quest’ultimo risulta fondamentale, proprio perché da esso dipende l’efficienza del veicolo. Basti pensare che un aumento dell’1 per cento in efficienza si traduce indicativamente in 20 chilometri di autonomia aggiuntiva. “Se riusciamo a raggiungere quest’obiettivo – evidenzia Xie – possiamo ridurre la capacità delle batterie e, poiché la loro produzione risulta ancora molto costosa, stiamo cercando di trovare il giusto equilibrio tra questi fattori: aumentando l’efficienza del sistema di propulsione, aiutiamo il cliente a ridurre la capacità della batteria e, di conseguenza, i costi. Mantenendo elevata l’efficienza e riducendo i costi, arriviamo così a offrire valore aggiunto al cliente”.

SFIDA SULL’IBRIDO
Il discorso cambia però per l’ibrido, tecnologia su cui in Europa esiste già molta consapevolezza e in merito alla quale alcuni concorrenti e costruttori OEM stanno ottenendo ottimi risultati. “Questa è per noi la sfida più importante – riprende il vicedirettore Commercial Vehicle di Saic – perché vogliamo vedere come il cliente, o in generale il mercato locale, accoglierà la nostra novità. Dato che la tecnologia ibrida è molto matura nel segmento delle autovetture in Cina, e considerando che all’interno del gruppo Saic esiste già sia la divisione passeggeri che veicoli commerciali, è strategico per noi trasferire tecnologie e prodotti dalla prima alla seconda, sfruttandone dunque i punti di forza. Non si tratta però di un semplice copia e incolla. Una soluzione del genere potrebbe non essere adatta al 100% per un veicolo commerciale: parametri come la durata dei componenti, la potenza e la coppia erogata dal motore richiedono modifiche per soddisfare le esigenze specifiche del settore commerciale. Ciò che adottiamo, quindi, è il concetto di base, già validato dalla divisione passeggeri; ne modifichiamo il dimensionamento dei componenti chiave per renderlo idoneo ai veicoli commerciali. Questo è il nostro approccio”.
BATTERY SWAPPING, L’EUROPA NON È PRONTA
Saic mantiene invece una posizione di equilibrio rispetto alla possibilità di adozione del battery swapping (scambio batteria), già ampiamente affermato in Cina: se l’ecosistema europeo dovesse supportare il gruppo, è chiaro che avrebbe un enorme vantaggio competitivo grazie all’esperienza nel mercato asiatico. Al momento, però, le possibilità di trovare condizioni ideali sono ancora minime. “In Cina questa soluzione funziona molto bene – aggiunge Xie – perché gli operatori della logistica svolgono solitamente la loro attività all’interno delle aree urbane e, quindi, non si preoccupano eccessivamente dell’autonomia giornaliera. A volte, tuttavia, devono effettuare consegne in altre città e i clienti richiedono puntualità, lasciando all’autista poco tempo per la ricarica. È qui che la tecnologia ‘extended range’, basata sull’integrazione di un motore del veicolo, si rivela estremamente utile: sfruttando il carburante per generare elettricità destinata alla batteria, è possibile aumentare l’autonomia. Di conseguenza questa tipologia di soluzione sta riscuotendo grande apprezzamento nel settore dei veicoli commerciali. Attualmente stiamo inoltre collaborando con un importante cliente in Germania che ha richiesto proprio questa tecnologia per i veicoli pesanti; prevediamo perciò di proseguire su questa strada e di portare in Europa qualche esemplare dimostrativo”.


MEZZI A GUIDA AUTONOMA, IL ROMPICAPO DELLA REGOLAMENTAZIONE
Perplessità rimangono invece sull’ampia diffusione dei veicoli a guida autonoma nel Vecchio Continente. Se la tecnologia IA necessaria a supportare questo tipo di operatività risulta già disponibile, la difficoltà odierna è rappresentata dalle normative e dal livello di responsabilità attribuito ai produttori. “Chi se ne assumerebbe l’onere – chiede Xie – qualora dovesse verificarsi un incidente durante l’operatività? In Europa la situazione può variare di Paese in Paese, perché le opinioni divergono. Comprendere le normative di ogni singolo Stato potrebbe dunque rivelarsi commercialmente complesso e svantaggioso. Ci stiamo lavorando, in ogni caso. La prima sfida è indubbiamente la regolamentazione, ma non da meno è la rete. Questo perché, solitamente, i clienti che ricevono questi veicoli autonomi dispongono già di sistemi di back-end estremamente solidi e avanzati. Hanno la necessità di inviare comandi a tutti i veicoli della flotta, oltre a raccogliere dati in tempo reale da ciascun mezzo per gestire l’attività”. Il veicolo in sé, infatti, è solo una singola unità. Immaginando di inserire una cinquantina di mezzi in una flotta, bisognerebbe capire come questi comunichino tra loro e con il sistema di back-end. Un aspetto su cui Saic intende collaborare con i propri partner europei, dal momento che non può definirlo autonomamente.
IN ARRIVO IL PRIMO TRUCK MAXUS
“Dobbiamo trovare un partner interessato a questa soluzione – rilancia il vicedirettore Commercial Vehicle di Saic – e poi discutere insieme dell’interfaccia. È un processo che richiede tempo e che non è certamente semplice. Delle quattro linee di veicoli commerciali oggi a nostra disposizione, tre sono in fase di introduzione in Europa: furgoni, pickup e autocarro leggero. L’ultimo è proprio il veicolo a guida autonoma. Per questo potremmo aver bisogno di più tempo per valutare l’effettiva domanda. Dal prossimo anno, in ogni caso, arriveranno tutti modelli di nuova generazione, completamente rinnovati. Ancora più tempo richiederà l’introduzione di un modello di veicolo pesante e pensiamo di farlo individuando inizialmente un solo cliente. Ci sono diverse ragioni: innanzitutto la concorrenza in Europa è molto forte; in secondo luogo, per noi è sempre più facile ottimizzare con successo un singolo prodotto, prima di passare alla fase successiva. Attualmente, per gli autocarri pesanti, ci stiamo concentrando su veicoli elettrici a batteria, così come sulla tecnologia ‘extended range’ per uno dei nostri potenziali clienti. Credo che la data più vicina possibile sia la seconda metà del prossimo anno”. Una nuova onda rossa sta per investire il Vecchio Continente. Chi ha orecchie per intendere, intenda.


