Per l’undicesimo anno consecutivo la divisione dei veicoli commerciali di Ford mette il suo sigillo blu e bianco sul mercato europeo: il 2025 ha infatti seguito la scia tracciata da Transit & Friends negli scorsi anni, confermandosi marchio leader nella classifica generale, e primo in diversi segmenti. Per commentare i dati di mercato abbiamo raggiunto in video call Fabrizio Bambina, manager Ford da sempre e da poche settimane direttore dei veicoli commerciali, nel ruolo ereditato dalle mani di Marco Buraglio, contestualmente nominato amministratore delegato del brand in Italia. “Per il decimo anno consecutivo abbiamo centrato l’import leadership – esordisce Bambina -, quindi primo marchio dopo Fiat Professional: un risultato che si sostanzia nel 19,2 per cento di quota di mercato e in 34.000 furgoni consegnati. Più o meno gli stessi che abbiamo venduto nel 2024 e che ci hanno assicurato nelle ultime due stagioni l’all time record in termini di volumi e share. Un risultato eccezionale per noi, raggiunto anche grazie alle performance di alcuni modelli, come Ranger e Transit Custom, che dominano i rispettivi segmenti dal 2016. Anche Transit da due tonnellate ha venduto come non mai nel 2025, totalizzando 11.000 immatricolazioni, record di volume e share: il giusto modo per celebrare la ricorrenza dei suoi primi sessant’anni di vita.

Un ottimo risultato dunque, ottenuto in un contesto di mercato in contrazione: come prevedete che si svilupperà il 2026 dal vostro osservatorio privilegiato?
Prevediamo un anno in linea con il 2025, al riparo da ulteriori riduzioni di mercato. Anzi, vogliamo essere ottimisti augurandoci una crescita, per la quale è necessario però che vengano pianificate politiche d’incentivazione efficaci capaci di agevolare la sostituzione di quello che è uno dei parchi circolanti più anziani d’Europa. Per quanto riguarda Ford Pro, nel corso del 2026 il nostro obiettivo minimo è confermare i volumi ottenuti nei due anni precedenti e di conseguenza la nostra import leadership. Sarà sempre più complesso perché nuovi competitor si affacciano sul mercato dei veicoli commerciali. Lo vediamo: quello che è successo in ambito vetture si sta verificando anche nel nostro settore, con l’arrivo di numerosi marchi cinesi e coreani.
Fabrizio Bambina – La Bio
Siciliano di Alcamo, laureato in Ingegneria Meccanica a Palermo, Fabrizio Bambina, classe 1972, due figlie, lavora in Ford dal 2000, avendo ricoperto diversi ruoli, anche in headquarter a Colonia. “Oggi vivo a Roma dopo aver peregrinato per l’Italia e l’Europa. Hobby? Amo viaggiare con la famiglia e tifo per la mia squadra del cuore, l’Inter”. Ma come, un siciliano che vive a Roma? “Sono interista dalla nascita, forse perché – scherza il manager – mio fratello più grande è da sempre juventino”. Ma questa passione per l’automotive, quando nasce? “Dai 16 anni circa ho iniziato ad acquistare tutte le riviste specializzate e a sognare tra le loro pagine; quando poi a 18 anni ho conseguito la patente, ho capito che questa passione poteva indirizzare le mie scelte, e così ho deviato dalla strada che sembrava già segnata – affiancare mio padre nel suo studio legale -, per seguire l’idea che mi faceva battere il cuore”.
Su quali temi punterete per far fronte a questa ondata in arrivo?
Innanzitutto su una gamma completa sui diversi sub segmenti che ci permette di incontrare tutte le esigenze dei nostri clienti. In particolare, e questo credo sia un nostro vantaggio competitivo importante, Ford Pro ha in portafoglio tutte le motorizzazioni, dal diesel al plug-in fino all’elettrico, su tutte le taglie, e questo ci dà la possibilità di approcciare questo periodo di transizione verso l’elettrico in maniera più serena, insieme alla aziende che si rivolgono a noi. La direzione che ha preso l’Europa è definita, ma noi siamo preparati a reagire a qualsiasi tipo di velocità il mercato decida di assumere. Stiamo assistendo anche ad un aumento del prezzo del gasolio: con le nostre motorizzazioni ibride, che combinano benzina ed elettrico, mettiamo sul piatto un’alternativa preziosa capace di mettere al riparo le aziende da questi rincari.


Per contrastare i competitor o comunque per soddisfare chi è già con voi puntate storicamente sulla massimizzazione dell’uptime: in questo rete di post vendita e strumenti di telematica fanno la differenza nel mondo Ford Pro.
Esattamente. La strategia di Ford Pro è quella di massimizzare la produttività dei clienti riducendo i tempi di fermo, quindi non solo limitando e comunque programmando le ore di lavoro ‘perse’ dall’azienda per la manutenzione ordinaria e straordinaria, ma anche nell’ottica di una pronta reazione a problemi di garanzia o campagne di richiamo. E su questo l’assistenza e il post vendita giocano un ruolo determinante. Oltre a questo, è da menzionare l’importante sviluppo che ha visto consolidarsi in Italia una rete di assistenza riservata ai veicoli commerciali, con officine interamente dedicate o comunque linee di accettazione esclusive per i van, oltre al servizio di officine mobili che raggiungono i nostri clienti ovunque in caso di guasto. Il nostro mercato è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, e nella gestione della relazione con questi clienti il ruolo del network è imprescindibile, molto più rilevante rispetto ad altri Paesi. Oltre a questo mettiamo a disposizione dei professionisti tutti i nostri strumenti di connettività: abbiamo sempre più informazioni in arrivo dai modem – che sui veicoli Ford Pro sono per altro nativi -, quindi riusciamo a gestire una mole sempre più completa di dati attraverso i quali siamo in grado di operare diagnosi in anticipo, prevedere eventuali fermi e in generale fornire una risposta veloce a qualunque richiesta.

In riferimento ai vostri strumenti di telematica, qual è il feedback da parte della clientela professionale in Italia rispetto all’offerta che mettete a loro disposizione?
I feedback sono estremamente positivi e ci incoraggiano a proporre questi strumenti ad un numero sempre maggiore di clienti, nonché a sviluppare l’integrazione dei sistemi di telematica con tutti i servizi di assistenza, quindi portando ai clienti un’offerta sempre più ampia in termini di capacità di prevenire i guasti e ridurre i tempi di fermo. E non è solo un aiuto nel post-vendita: i dati ci danno l’opportunità anche di spiegare al cliente in fase di acquisto qual è la configurazione migliore per le sue esigenze, in base al tipo di utilizzo del veicolo, delle tratte, della mission.


Negli ultimi cinque anni è stato Direttore Service, un’esperienza di cui oggi fa tesoro?
Certamente, per i veicoli commerciali, sicuramente più che per le vetture, ciò che succede dopo l’acquisto e come il costruttore riesce ad accompagnare la vita del veicolo è fondamentale. Anche per questo aspetto il veicolo commerciale mi appassiona in modo speciale, per le sue specificità e le sue complessità: rispetto all’automobile è un business più completo, nel quale sono richieste competenze maggiori ed esistono indubbiamente opportunità in più, essendo possibile individuare sempre margini di miglioramento per ottimizzare il business dei nostri clienti. Impegnarsi in questa attività gestendo il marchio che domina in Europa, solido nell’esperienza e finanziariamente pronto a stanziare tutti gli investimenti che servono per affrontare al meglio il futuro, è un’opportunità che oggi non posso che vivere con grande entusiasmo.



