Il Ferrobonus 2026-2027 parte il 21 ottobre. Intanto RAM, la società del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che gestisce diversi strumenti per la logistica, ridetermina le somme della seconda annualità dopo la riduzione delle risorse disponibili.
Il Ferrobonus 2026-2027 si apre mentre resta ancora da definire, per ciascuna impresa interessata, l’entità finale dei contributi relativi alla seconda annualità del precedente ciclo. Il 7 ottobre RAM, acronimo di Rete Autostrade Mediterranee, società in house del MIT, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha reso noto che le somme spettanti per il periodo 2024-2025 sono state rideterminate in misura proporzionale, in seguito alla riduzione delle risorse prevista dal decreto-legge 133 del 27 luglio 2026, poi convertito nella legge 166 del 25 settembre. Non è stata indicata una percentuale generale di riduzione: ogni beneficiario riceverà tramite PEC, la posta elettronica certificata con valore legale, l’importo aggiornato e il relativo saldo, la cui erogazione resta legata alla disponibilità di cassa. Il passaggio arriva dopo quello del 24 agosto, quando RAM aveva disposto l’erogazione parziale del saldo sulla base del decreto di pagamento n. 185 del 31 luglio. In quella fase era stata liquidata una quota pari all’89,31% del contributo complessivamente spettante a ciascun beneficiario, a causa di un’assegnazione di cassa inferiore al fabbisogno richiesto. Si tratta di due momenti distinti: l’89,31% riguarda il pagamento parziale allora disposto e non rappresenta la percentuale della successiva rideterminazione.
Intermodalità, il ruolo dell’incentivo nelle scelte di trasporto
Il Ferrobonus sostiene i servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo e in partenza da nodi logistici e portuali italiani, con l’obiettivo di favorire lo spostamento di una parte dei flussi merci dalla strada alla ferrovia. Il meccanismo interessa le imprese che commissionano direttamente i treni-chilometro e gli operatori del trasporto multimodale, cioè i soggetti che organizzano una catena logistica utilizzando più modalità di trasporto, per esempio camion e ferrovia. In questo schema l’autotrasporto non scompare: cambia funzione. I camion continuano infatti a svolgere un ruolo essenziale nei collegamenti iniziali e finali, assicurando il trasferimento delle merci tra stabilimenti, terminal ferroviari, magazzini e destinazioni. La competitività del trasporto combinato dipende quindi anche dall’equilibrio tra i costi delle diverse tratte e dalla possibilità di programmare servizi con volumi sufficienti. Proprio qui la disponibilità degli incentivi assume un peso operativo: non soltanto per il valore assoluto del contributo, ma per la sua prevedibilità nel tempo. Se le risorse utilizzate nei calcoli economici vengono successivamente rimodulate, per le imprese diventa più complesso valutare in anticipo il costo effettivo della soluzione intermodale rispetto al trasporto svolto interamente su strada.
Ferrobonus 2026-2027, domande entro il 29 ottobre
Su questo quadro si innesta la quarta annualità del Ferrobonus 2026-2027. Il decreto direttoriale del MIT n. 281 del 9 ottobre disciplina il periodo di incentivazione compreso tra il 21 ottobre 2026 e il 20 ottobre 2027. Le domande di ammissione devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC, posta elettronica certificata, all’indirizzo indicato dal Ministero entro venti giorni dalla pubblicazione del decreto, dunque entro il 29 ottobre. Sul portale del MIT dedicato al Ferrobonus 2026-2027 sono disponibili anche i modelli necessari per presentare la richiesta, documentare i volumi di traffico e rendicontare i servizi svolti. L’avvio della nuova annualità conferma così la continuità formale dello strumento e offre alle imprese un nuovo orizzonte temporale per organizzare i traffici intermodali. Allo stesso tempo, la vicenda della seconda annualità mostra come alla continuità normativa debba affiancarsi la concreta disponibilità delle risorse. Il punto non riguarda soltanto l’accesso al Ferrobonus 2026-2027, ma la possibilità di incorporarne gli effetti nei piani economici con un sufficiente grado di certezza. La nuova finestra di sostegno e il ricalcolo delle somme precedenti finiscono quindi per convergere sullo stesso tema: la prevedibilità dell’incentivo come elemento della programmazione delle scelte logistiche.



