Intervista a Maurizio Pompei, amministratore delegato Daimler Truck Italia
“Un 2025 che ha rappresentato per la Stella un anno di riconquista ed affermazione grazie al nuovo Actros ProCabin, protagonista, soprattutto nella seconda metà dell’anno, di un grande successo presso le aziende clienti”. Così Maurizio Pompei, amministratore delegato di Daimler Truck Italia dà la prima pennellata per mettere su tela il quadro di dodici mesi che hanno visto ancora una volta la Stella brillare, chiudendo sul podio dei costruttori stranieri in Italia con 3.131 veicoli venduti, in crescita del 18,4 per cento rispetto all’anno precedente. “Abbiamo affermato la nostra leadership nel segmento dei clienti flotta – ha proseguito il top manager -, confermando i rapporti con i nostri clienti storici ed avvicinandone di nuovi. Abbiamo registrato una grande soddisfazione anche nel comparto dell’elettrico con l’eActros 600 che si è affermato come leader nel segmento. Il settore dell’autotrasporto tutt’ora continua ad essere strategico per l’economia del nostro paese e per il nostro continente, lo scambio di merci è tutt’ora prevalente su gomma ed inoltre la ripresa delle grandi opere darà impulso anche al settore specifico del cava – cantiere”.
Quali sono state le linee guida che hanno accompagnato il complesso delle vostre attività nei confronti dei clienti?
Nel corso dell’ultimo anno le nostre attività verso i clienti sono state guidate dalla volontà di lanciare il nostro nuovo veicolo ed essere un partner solido e affidabile per ogni loro esigenza sul territorio. Tutti i nostri concessionari hanno organizzato degli eventi locali di presentazione e guida dell’Actros ProCabin puntando su concretezza, vicinanza al cliente e capacità di offrire soluzioni su misura, mettendo a disposizione prodotti di eccellenza e servizi integrati. Abbiamo puntato molto anche sulle prove su strada dell’elettrico eActros 600, ed abbiamo dimostrato ai nostri clienti che il veicolo a batteria non è più una prospettiva futura, ma una soluzione concreta per il lungo raggio, dando i nostri veicoli demo in prova per lunghi periodi nelle reali condizioni di utilizzo.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete raccolto dai vostri clienti e come i vostri prodotti e servizi li hanno aiutati a contenere i costi?
Le principali difficoltà espresse dai clienti riguardano l’aumento dei costi operativi, la pressione normativa e la crescente complessità nella gestione delle flotte. In questo contesto, abbiamo risposto offrendo veicoli altamente efficienti e una gamma di servizi capaci di incidere direttamente sul TCO. L’Actros L ProCabin, grazie all’aerodinamica ottimizzata, ai motori di ultima generazione e ai sistemi avanzati di assistenza alla guida, consente una riduzione dei consumi e un maggiore comfort per gli autisti, con benefici diretti sulla produttività. Parallelamente, l’eActros 600 offre ai clienti più strutturati l’opportunità di abbattere le emissioni locali e, in determinati contesti operativi, anche i costi energetici complessivi. Un ruolo sempre più rilevante è svolto dai servizi digitali, dai contratti di assistenza e dal supporto finanziario, che permettono di pianificare investimenti e costi in modo prevedibile sia nel trasporto su strada sia nelle applicazioni off‑road.
Come prevede che il mercato dei veicoli industriali possa evolversi nel 2026?
Il 2026 si profila come un anno di stabilizzazione, ma fortemente condizionato dal contesto normativo ed economico. Le decisioni di investimento saranno sempre più guidate da strumenti fiscali che possano favorire il rinnovo delle flotte, come il piano da 590 milioni di euro per il periodo 2027–2031 destinato alle imprese di autotrasporto iscritte al REN e all’Albo, che potrebbe già nel 2026 stimolare scelte anticipate da parte degli operatori più strutturati. Allo stesso tempo, l’avvicinarsi dell’ETS 2, che inciderà sui costi dei carburanti per il trasporto stradale, renderà sempre più centrale il tema dell’efficienza e della riduzione delle emissioni. Il mercato evolverà quindi lungo una doppia direttrice: veicoli convenzionali di ultima generazione sempre più efficienti ed un crescente interesse verso soluzioni a basso o zero impatto emissivo.
Quale sarà la vostra strategia di vendita nel nuovo anno in termini di prodotti e servizi?
La nostra strategia di vendita per il prossimo anno sarà in continuità con il percorso intrapreso: integrazione di prodotto, servizi e soluzioni finanziarie. Continueremo a valorizzare l’eccellenza della gamma Mercedes‑Benz Trucks, puntando su veicoli sempre più efficienti, sicuri e digitalizzati, affiancati da servizi capaci di migliorare la redditività delle flotte. Il 2026 vedrà inoltre il progressivo allargamento della gamma ad emissioni zero con nuove versioni e maggiore possibilità di configurazione. La rete di concessionari rimane un asset strategico: investirne nella competenza e nella capacità consulenziale è fondamentale per trasferire valore al cliente e accompagnarlo in scelte sempre più articolate.


Quali sono gli step che seguirete nel prossimo anno in tema di transizione energetica?
La transizione energetica rimane un pilastro fondamentale della nostra strategia. Nel 2026 continueremo a sostenere attivamente l’adozione di veicoli a zero emissioni, a partire dall’eActros 600, già operativo presso diversi clienti italiani e che vedrà la sua offerta allargata con le nuove configurazioni a 2 pacchi batterie. L’eActros 600 sta entrando adesso nel mercato, in un momento che non è facile dal momento che le infrastrutture per la ricarica elettrica non sono ancora del tutto sviluppate. Per questo è necessario instaurare un rapporto virtuoso tra committenza e azienda di trasporto e logistica: entrambe devono trovare le giuste procedure e soluzioni per rendere possibile la trazione elettrica. La variabile rilevante in questo caso è il costo dell’energia, troppo alto ancora se si considerano le stazioni di ricarica pubbliche ad alto voltaggio attualmente disponibili, anche se i costruttori si stanno muovendo autonomamente con progetti di sviluppo di infrastrutture dedicate ai truck. Daimler Truck sta facendo la sua parte anche in tale ambito avendo sottoscritto una joint venture nota come Milence con Traton Group e Volvo Group che sta investendo cinquecento milioni di euro per l’installazione di una rete di ricarica pubblica di 1.700 impianti ad alte prestazioni per truck lungo le autostrade e i principali snodi logistici d’Europa. In Italia sono già due gli hub di ricarica. Inoltre, per rendere questa transizione realmente sostenibile, abbiamo sviluppato TruckCharge, il brand che riunisce tutte le soluzioni Mercedes‑Benz Trucks per la consulenza, la pianificazione e l’infrastruttura di ricarica. TruckCharge consente ai clienti di affrontare il passaggio all’e‑mobility in modo strutturato, dalla valutazione iniziale fino alla gestione dell’infrastruttura, riducendo complessità e rischi.
In Italia il mercato 2025 ha chiuso in contrazione: quali sono le urgenze politiche da affrontare?
È necessario intervenire con urgenza su alcuni fronti chiave: rinnovo del parco circolante, incentivi stabili e sviluppo delle infrastrutture dedicate al trasporto pesante. Senza un quadro normativo e incentivante chiaro e continuativo, il rischio è rallentare investimenti strategici proprio in una fase cruciale della transizione. Sostenere l’introduzione di veicoli avanzati – come quelli di ultima generazione diesel e quelli elettrici – significa migliorare competitività, sostenibilità e sicurezza del sistema logistico nazionale.
Giudica adeguate le misure adottate dalla Legge di Bilancio 2026 per il settore?
Le misure introdotte rappresentano un passo nella giusta direzione, ma risultano ancora insufficienti rispetto alla portata delle sfide che il settore sta affrontando. La transizione verso veicoli sempre più tecnologici e a zero emissioni richiede strumenti di accompagnamento più strutturali, capaci di garantire continuità e fiducia agli operatori. Auspichiamo che il governo mandi un segnale più chiaro verso i veicoli elettrici, gli unici realmente ad emissioni zero, instaurando un sistema di incentivi e sgravi fiscali che supportino i clienti che decidono di investire su questa tecnologia.
Revisione ETS 2, quali le difficoltà e opportunità per i costruttori?
La revisione dell’ETS 2 avrà un impatto indiretto ma significativo sul mercato dei veicoli industriali già a partire dal 2026. Pur entrando pienamente in vigore dal 2027, l’ETS 2 – che riguarda i combustibili per il trasporto stradale – inizierà a influenzare le decisioni degli operatori in anticipo, aumentando l’attenzione ai costi legati alle emissioni. L’effetto principale sarà una crescente pressione sui costi operativi dei veicoli più energivori, che renderà sempre più centrali l’efficienza dei mezzi e la riduzione dei consumi. Questo favorirà la domanda di veicoli industriali di nuova generazione, sia convenzionali ad altissima efficienza sia a zero emissioni, accelerando il rinnovo del parco circolante. Nel 2026 il mercato entrerà quindi in una fase di pre‑adattamento: le imprese più strutturate inizieranno a orientare le proprie scelte verso soluzioni tecnologicamente avanzate, anticipando gli effetti economici dell’ETS 2 e integrando la sostenibilità come leva competitiva, non solo ambientale.



