ScotVolt analizza circa 80mila viaggi reali per stimare infrastrutture, consumi e capacità della rete necessarie alla diffusione dei camion elettrici sulle principali rotte scozzesi
La diffusione dei camion elettrici sulle principali direttrici logistiche della Scozia può essere pianificata attraverso dati reali, simulazioni energetiche e analisi della rete. È questo l’obiettivo di ScotVolt, piattaforma interattiva sviluppata dai ricercatori della Heriot-Watt University insieme al Centre for Sustainable Road Freight, su incarico di Transport Scotland. Il sistema utilizza informazioni provenienti da circa 80mila viaggi effettivamente compiuti da mezzi pesanti e consente agli operatori di verificare differenti configurazioni: dimensione delle batterie, disponibilità e potenza delle stazioni di ricarica, possibilità di ricaricare i veicoli nei depositi durante la notte. Le simulazioni coprono sei importanti corridoi merci — A9, A90, A1, M74, A77 e A75 — e comprendono 56 scenari analizzati nell’arco di un anno. La piattaforma mostra dove potrebbero essere necessari nuovi punti di ricarica, quanta elettricità verrebbe richiesta e se le sottostazioni locali sarebbero in grado di sostenere i carichi previsti. Stephen Flynn, Cabinet Secretary for Economy, Tourism and Transport del governo scozzese, ha sottolineato il ruolo dello strumento nel percorso verso i mezzi pesanti a zero emissioni: «Ci offre una migliore comprensione delle infrastrutture di ricarica per camion elettrici necessarie in Scozia e aiuta gli operatori a esplorare la propria transizione verso mezzi pesanti a zero emissioni».
Batterie, inverno e capacità della rete
Le simulazioni di ScotVolt evidenziano quanto alcune variabili possano modificare in modo significativo le esigenze infrastrutturali dei camion elettrici. Il passaggio da batterie da 500 kWh a unità da 1.000 kWh, secondo le elaborazioni dei ricercatori, dimezza approssimativamente il numero di mezzi che necessitano di soste durante il viaggio e riduce a circa un quarto il fabbisogno energetico quotidiano presso le stazioni autostradali, spostando una parte maggiore della ricarica nei depositi. Anche la stagione incide: in inverno, per la stessa rete e la stessa capacità della batteria, il consumo di energia può essere circa il 50% più elevato rispetto all’estate, per effetto del riscaldamento delle cabine, della maggiore densità dell’aria fredda e delle perdite di efficienza delle batterie. Di conseguenza, una stazione sostenibile per la rete nei mesi estivi può diventare critica nei periodi più freddi. L’introduzione diffusa della ricarica nei depositi triplicherebbe inoltre, secondo il modello, il numero dei siti coinvolti, ma aumenterebbe il consumo giornaliero complessivo soltanto del 20-40%. Per Phil Greening, professore della Heriot-Watt University e vicedirettore del Centre for Sustainable Road Freight, strumenti di questo tipo possono ridurre l’incertezza legata agli investimenti: «È difficile per governi o imprese investire in veicoli o tecnologie a zero emissioni senza una chiara comprensione di ciò che comporta e dell’impatto che potrebbe avere».
Dove serviranno nuove infrastrutture
Un altro elemento centrale riguarda la capacità della rete, che ScotVolt descrive come fortemente dipendente dalle condizioni locali. Nello stesso scenario, alcune sottostazioni possono riuscire a soddisfare la domanda dell’80-90% dei punti di ricarica, mentre il restante 10-20% può superare la capacità disponibile. Anche il numero delle baie necessarie non dipende soltanto dall’energia consumata nell’arco della giornata: nei siti più trafficati conta soprattutto quanti camion elettrici devono ricaricare contemporaneamente nelle ore di punta. La piattaforma permette inoltre di costruire percorsi personalizzati tra diversi hub, confrontare posizione delle stazioni, energia erogata e infrastrutture elettriche disponibili. Le precedenti analisi del Centre for Sustainable Road Freight avevano stimato almeno 63 punti di ricarica necessari lungo le principali rotte scozzesi; 26 risultano già realizzati o in fase di sviluppo, mentre altri 37 sarebbero ancora necessari. Gli operatori delle flotte sono ora invitati a utilizzare ScotVolt sui propri itinerari e a verificare come variazioni nella batteria, nella stagione o nella disponibilità di ricarica nei depositi possano modificare fabbisogni energetici e necessità infrastrutturali.



