Secondo Mathias Wiecher, CEO di Spirii, la crescita delle flotte elettriche richiede una gestione integrata tra depositi, reti pubbliche e software di pianificazione.
Secondo Mathias Wiecher, CEO di Spirii, la crescita delle flotte elettriche richiede una gestione integrata tra depositi, reti pubbliche e software di pianificazione.

Spirii, flotte elettriche: dopo gli incentivi la sfida è coordinare la ricarica

13 Ottobre 2026
2 mins read

Per Mathias Wiecher, CEO di Spirii, la ricarica delle flotte elettriche deve entrare nella pianificazione operativa insieme a rotte, tempi di guida e finestre di consegna

La ricarica delle flotte elettriche sta entrando in una fase più complessa rispetto alla semplice diffusione di camion e colonnine. È questo il punto centrale dell’analisi di Mathias Wiecher, CEO di Spirii, sul percorso di elettrificazione del trasporto commerciale in Italia. Il DPCM Automotive ha stanziato 180 milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese che acquistano nuovi veicoli commerciali elettrici; a questo si aggiungono strumenti già attivati per sostenere le infrastrutture, come il Bonus Colonnine imprese e professionisti, che ha coperto fino al 40% dei costi di installazione e dovrebbe essere rinnovato nel 2026. Per Wiecher, però, il punto non è più soltanto disporre di mezzi e punti di ricarica. Una flotta deve sapere se i camion saranno pronti all’orario previsto, se la rete del deposito può sostenere più veicoli collegati contemporaneamente e quanto costa, nel complesso, l’energia acquistata tra sede aziendale e operatori esterni. È qui che cambia la natura del problema: l’elettrificazione diventa una questione di coordinamento, perché infrastruttura, tempi operativi e costi devono essere gestiti come parti dello stesso sistema.

Rete pubblica in crescita, ma il sistema resta frammentato

La difficoltà aumenta quando i mezzi escono dal deposito. Un camion può ricaricarsi nella sede aziendale, lungo il percorso, attraverso reti in roaming o presso operatori diversi, anche in altri Paesi. In Italia, secondo i dati Motus-E richiamati nell’analisi, i punti di ricarica pubblici hanno superato quota 84 mila, con oltre 17 mila nuove installazioni nell’ultimo anno; più della metà delle nuove infrastrutture è inoltre costituita da sistemi rapidi o ultrarapidi. La crescita della rete amplia le possibilità di utilizzo dei veicoli elettrici, ma resta la frammentazione tra prezzi, contratti, applicazioni e condizioni di accesso. Per una società di trasporto, questo significa dover pianificare una tratta non soltanto in base alla presenza di una colonnina, ma anche alla sua effettiva disponibilità e alle condizioni concordate con l’operatore. Wiecher osserva che, fino a oggi, molte aziende hanno gestito separatamente la ricarica in deposito e quella sulle reti pubbliche. Un’impostazione che può funzionare quando l’elettrico riguarda pochi mezzi, ma che diventa più difficile da sostenere quando coinvolge una parte consistente della flotta. In questa prospettiva, la ricarica deve essere pianificata insieme alle ore di guida, alle finestre di consegna e agli altri vincoli che determinano l’operatività quotidiana.

Mathias Wiecher, CEO di Spirii, analizza le sfide operative della ricarica per flotte elettriche tra software e infrastrutture.

Il software come strumento di gestione della flotta

Per Wiecher, il passaggio decisivo è affidato al software. Una piattaforma unica può indicare dove e quando ricaricare ogni camion, indirizzare i conducenti verso infrastrutture disponibili, concentrare i consumi nelle fasce orarie più convenienti e offrire una lettura complessiva dei costi energetici. A questo si aggiunge la possibilità di utilizzare servizi di flessibilità, contribuendo al bilanciamento della rete elettrica. Anche le colonnine installate nei depositi possono assumere una funzione diversa quando restano inutilizzate tra un turno e l’altro. È il principio alla base della collaborazione tra Spirii e Daimler Truck per TruckCharge Network, modello di ricarica semi-pubblico sviluppato sulla piattaforma Spirii. I proprietari dei depositi possono mettere a disposizione la capacità non utilizzata, mentre le flotte autorizzate accedono a siti attrezzati per i camion e possono prenotare uno slot prima della partenza. Sullo sfondo resta il total cost of ownership, cioè il confronto tra il costo complessivo di gestione di un camion elettrico e quello di un mezzo diesel. È qui che, secondo Wiecher, si gioca una parte decisiva della transizione: “Sarà il software a fare la differenza, collegando ogni colonnina, nel deposito e lungo la strada, all’interno di un unico sistema di gestione”.

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