Ogni giorno migliaia di camion attraversano l’Europa trasportando merci, rispettando tempi di consegna sempre più stretti e affrontando condizioni di traffico, meteo e viabilità che cambiano nel giro di pochi chilometri. È una routine che il settore conosce bene, ma che negli ultimi anni è diventata sensibilmente più complessa. E non soltanto perché gli autisti sono sempre meno, o perché i costi di esercizio continuano a crescere, ma perché oggi la vera sfida è riuscire a gestire ciò che non si vede: la stanchezza che arriva lentamente dopo ore di guida; la distrazione che dura pochi secondi ma può cambiare una giornata; il veicolo che entra in una valle senza copertura telefonica. E ancora, un operatore che lavora da solo in un impianto, lontano da tutto e da tutti. Sono situazioni diverse, accomunate da un elemento: fino a pochi anni fa ci si accorgeva dei problemi soltanto quando diventavano emergenze; oggi, invece, la tecnologia sta cambiando completamente prospettiva: sensori, dispositivi wearable, comunicazioni satellitari e sistemi intelligenti di assistenza alla guida stanno trasformando la sicurezza da concetto “difensivo” a processo predittivo. L’obiettivo non è più soltanto soccorrere chi lavora al volante di un mezzo quando accade qualcosa, bensì riconoscere i segnali che precedono il rischio e intervenire prima. È proprio in questa direzione che si colloca l’evoluzione dell’offerta Garmin per il mondo professionale. “Siamo un’azienda che molti continuano ad associare ai navigatori satellitari – chiarisce Francesca Valobra, B2B Sales Account – Health & Safety Solutions di Garmin Italia -, ma che negli ultimi anni ha costruito un ecosistema capace di mettere in relazione dati fisiologici, geolocalizzazione, comunicazioni satellitari e assistenza visiva alla guida, offrendo alle aziende di trasporto strumenti capaci di impattare concretamente sia sulla sicurezza sia sull’efficienza operativa”.

La stanchezza si può prevedere
Uno dei rischi più difficili da gestire nel trasporto professionale è quello legato all’affaticamento del conducente. La sonnolenza non arriva all’improvviso: il corpo invia una serie di segnali che, se correttamente interpretati, possono indicare con anticipo una condizione di stress o di stanchezza. “È proprio su questo principio che si basano le soluzioni Garmin Health – spiega Valobra -: attraverso dispositivi indossabili, l’azienda è in grado di raccogliere in modo continuo e non invasivo parametri fisiologici come frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno nel sangue, qualità del sonno e altri indicatori dello stato di salute dell’operatore. Da soli questi dati rappresentano semplicemente una fotografia delle condizioni fisiche dell’autista; il loro vero valore emerge quando vengono integrati all’interno delle piattaforme sviluppate dai partner Garmin”. Un esempio è FleetPredict, sistema che utilizza questi parametri insieme a variabili esterne, come traffico e caratteristiche del percorso, per individuare precocemente situazioni di potenziale affaticamento. L’obiettivo non è sostituire il conducente, ma supportarlo, suggerendo ad esempio una sosta prima che il livello di attenzione diminuisca in modo significativo. In altre parole, la sicurezza diventa predittiva: invece di intervenire dopo un evento, cerca di evitarlo. Lo stesso principio viene applicato anche agli operatori che lavorano lontano dalla cabina di guida. Nei settori dell’energia, della logistica o della manutenzione industriale sono sempre più frequenti attività svolte in solitudine o in ambienti disagevoli o pericolosi. Integrando i wearable Garmin con applicazioni dedicate al rilevamento “Man Down”, il sistema è in grado di riconoscere una caduta o un’immobilità prolungata e trasmettere automaticamente un allarme, anche – e soprattutto – quando il lavoratore non è nelle condizioni di chiedere aiuto. Per il fleet manager questo significa poter disporre di una visione più completa dei rischi operativi, ridurre il numero di incidenti e intervenire con maggiore tempestività. Per il lavoratore rappresenta ovviamente una tutela concreta, percepibile nella quotidianità.

Connessi anche dove il cellulare non arriva
La connettività è ormai uno degli elementi essenziali per la gestione di una flotta. Ma cosa succede quando il mezzo si trova in una cava, in una zona montana, in un cantiere remoto o lungo tratte dove la rete cellulare è assente? Sono casi in cui il rischio non è soltanto quello di perdere il contatto con il veicolo, ma anche di non poter gestire tempestivamente un’emergenza. “La risposta Garmin – precisa Francesca Valobra – si chiama inReach, tecnologia di comunicazione satellitare progettata proprio per garantire continuità operativa anche in assenza di copertura telefonica. Grazie alla rete satellitare, il sistema consente il tracciamento costante dei mezzi, la comunicazione bidirezionale tra operatore e centrale e l’invio di richieste SOS corredate dalla posizione esatta del veicolo. Per un responsabile di flotta il vantaggio è evidente e si sostanzia nell’avere sempre sotto controllo posizione, percorso, soste e velocità dei mezzi e dunque gestire le attività con maggiore consapevolezza, eliminando i cosiddetti ‘buchi neri’ informativi che spesso caratterizzano le operazioni in territori difficili”. Ma il beneficio, ancora una volta, non riguarda soltanto l’organizzazione aziendale. Sapere di poter comunicare in qualsiasi momento con la centrale operativa aumenta anche la tranquillità degli autisti e degli operatori impegnati nelle attività più complesse, contribuendo a creare un ambiente di lavoro più sicuro.
La dashcam diventa un copilota digitale
Se fino a qualche anno fa la dashcam era considerata soprattutto uno strumento utile per registrare ciò che accadeva durante un incidente, oggi il suo ruolo è profondamente cambiato. “Le nuove soluzioni Garmin – illustra Francesca Valobra – sono progettate per assistere il conducente durante la guida, svolgendo la funzione di un vero e proprio copilota digitale. Non controllano il conducente, ma lo supportano, segnalando situazioni potenzialmente pericolose prima che possano trasformarsi in un incidente. Tra le funzionalità disponibili figurano gli avvisi di collisione, il rilevamento dell’abbandono involontario della corsia, la segnalazione delle aree soggette a limiti di velocità e la registrazione automatica degli eventi ritenuti significativi. Quest’ultimo aspetto assume particolare importanza nella gestione dei sinistri, perché consente di ricostruire con precisione quanto accaduto, semplificando le procedure amministrative e riducendo i tempi necessari alla definizione delle responsabilità”. Non meno importante è l’effetto che queste tecnologie producono sul comportamento degli autisti: disporre di un sistema che accompagna la guida e documenta gli eventi favorisce una maggiore attenzione, contribuendo a diffondere una cultura della sicurezza che non nasce dal controllo, ma dalla responsabilizzazione.

Dal dato alla decisione
Guardando nel loro insieme queste tecnologie emerge un elemento comune: il vero valore non risiede tanto nei dispositivi quanto nella capacità di mettere in relazione le informazioni che essi producono. I parametri fisiologici raccolti dagli smartwatch, le informazioni provenienti dal collegamento satellitare e le immagini registrate dalle dashcam costituiscono tasselli di un unico ecosistema, in grado di offrire alle aziende una rappresentazione molto più completa delle proprie attività rispetto al passato. “Per il fleet manager – conclude Francesca Valobra – questo significa poter prendere decisioni sulla base di dati oggettivi anziché di semplici intuizioni: pianificare soste preventive, intervenire rapidamente in caso di emergenza, migliorare i comportamenti di guida, ridurre i costi legati ai sinistri e aumentare la continuità operativa. Benefici che incidono non soltanto sulla sicurezza, ma anche sull’efficienza economica della flotta, per ottimizzare la quale non è più sufficiente sapere dove si trova un mezzo: occorre comprenderne il contesto operativo, lo stato del conducente, le condizioni di sicurezza e le eventuali criticità, intervenendo prima che si trasformino in problemi”. È questa la direzione intrapresa dalle soluzioni Garmin dedicate al mondo fleet: utilizzare l’innovazione tecnologica e l’affidabilità del dato per accompagnare le aziende verso un modello di gestione sempre più predittivo. Perché, in un settore dove ogni minuto, ogni chilometro e ogni decisione hanno un impatto diretto su persone, mezzi e risultati economici, la sicurezza non rappresenta più soltanto un obbligo normativo, ma un autentico fattore competitivo.



