Digitalizzazione e AI non vanno confuse, né sovrapposte. Per Webfleet, piattaforma avanzata di Bridgestone per la gestione delle flotte, è solo la prima che può rendere davvero visibili operazioni che, in tempi analogici, erano contenute in una sorta di “scatola nera” misteriosa, costringendo a un approccio reattivo al dato, anziché dinamico. È da questo progressivo “disvelamento” delle potenzialità della tecnologia che Webfleet, protagonista all’ultima IAA Transformation di Hannover, ha preso le mosse per mostrare quali siano oggi le nuove direzioni dell’informatica dei trasporti. Fleet Insights da una parte, per aiutare gli operatori a comprendere dove sia possibile migliorare le prestazioni mediante la funzione comparativa dell’AI; Asset Management 360 dall’altra, votato alla gestione unificata di veicoli, rimorchi, attrezzature, oltre che di qualsiasi altro asset, con l’obiettivo di migliorare visibilità, utilizzo e controllo delle operazioni. Ma non solo.
IL NODO GORDIANO DELLE NORMATIVE
“Nel mercato italiano intendiamo ottimizzare i trasporti di tre differenti segmenti – spiega Jan Maarten de Vries, presidente di Fleet Management Solutions in Bridgestone – in primis, naturalmente, il trasporto merci/passeggeri e la logistica; quindi l’attività delle aziende eroganti servizi attraverso veicoli leggeri; in terza battuta, il settore dell’edilizia. Oggi uno dei nodi fondamentali della telematica è però rappresentato dal livello di complessità delle normative nazionali, perché la loro differenziazione finisce per ripercuotersi sulla fluidità dei processi di movimentazione e, conseguentemente, per impedire l’adozione di soluzioni efficaci in altri contesti. Pensiamo, ad esempio, alle normative sui tachigrafi per la gestione dei tempi di guida e di riposo, ai requisiti relativi al peso del veicolo, o a quelli inerenti la sua sicurezza. Cerchiamo quindi di studiare queste normative per accelerare l’adozione della telematica, integrando, dove possibile, ogni variante al software. Da questo punto di vista, l’Italia risulta molto più avanti di altri Paesi nel collegamento fra fleet management e prodotti assicurativi, in particolare per le polizze usaged-based”.
Se nuovi attori di mercato, soprattutto statunitensi e canadesi, stanno oggi affacciandosi in Europa grazie all’avanzamento della digitalizzazione, è pur vero che lo “svantaggio” dell’eccessiva frammentazione normativa – in questo caso – agisce anche come elemento rallentatore della loro penetrazione, garantendo tempi strategici di sviluppo più ampi per piattaforme già leader come Webfleet. Una sorta di “difesa naturale” rispetto a strategie commerciali fondate su convenienza dei prezzi o acquisizioni di potenziali competitor.
PAROLA D’ORDINE, SEMPLIFICARE I DATI
“Il nostro primo obiettivo resta la trasformazione dei dati di flotta in decisioni che ne migliorino l’efficienza – osserva ancora Maarten de Vries – e proprio qui emerge l’importanza fondamentale della conformità normativa. Occorre infatti interagire con le autorità locali senza fare lobbying, una ‘propensione’ visibile non di rado nei grandi costruttori di veicoli o nei principali fornitori di primo livello. Per noi la priorità è invece servire il cliente al meglio, cioè semplificare la complessità di lettura dei dati estrapolati: un esempio è la necessità di mantenere la piena visibilità del veicolo. Capire dove si trovi. Cosa stia facendo. Quali siano le sue prestazioni e il suo stato generale, o il livello di efficienza. Tutte queste informazioni vengono suddivise in elementi a cui il cliente può ora accedere facilmente. Oltre che sui dati e sulle informazioni strategiche, tuttavia, ci concentriamo sul favorire le decisioni migliori. Grazie all’AI, tutto questo diventa più semplice e rapido, perché gli algoritmi sottostanti sono in grado di elaborare dati su scala molto più ampia e con una velocità ben superiore a quella umana, evitando dunque di dover consultare più schermate contemporaneamente e, al tempo stesso, analizzare vari grafici per interpretare le informazioni da diverse prospettive. L’AI aiuta dunque a calibrare meglio e più rapidamente la lettura del contesto operativo mentre questo è in costante trasformazione”.
ANALISI SEMPRE PIÙ INTELLIGENTE
La sua applicazione, in Webfleet, è coincisa con il lancio nel 2025 di Fleet Advisor, sfruttando l’AI generativa per offrire al cliente un accesso al dato semplificato: il software richiede solo di porre una domanda per ricevere una risposta puntuale e input successivi; al tempo stesso, l’integrazione dell’AI viene integrata al sistema delle videocamere per rilevare incidenti stradali, ma individuare anche eventuali situazioni di distrazione del conducente, quali l’uso dello smartphone o i colpi di sonno. Il lancio di Fleet Insights, invece, consente di raggiungere un livello di analisi intelligente più ampio all’interno della piattaforma, attingendo all’intero bacino di dati del sistema e individuando le aree di miglioramento per il cliente mediante l’analisi delle prestazioni, sia in termini di consumo di carburante, che di produttività, efficienza, sicurezza e sostenibilità. Segnala cioè dove concentrarsi per ottenere i maggiori progressi, mostra i trend rispetto al passato e offre un benchmarking rispetto a un gruppo comparabile di aziende con profili simili: stesso settore, stessa tipologia di veicoli, stesse dimensioni e stesse modalità di utilizzo su strada.
GARANTIRE L’AUTONOMIA DEL CLIENTE
“In definitiva l’AI permette di semplificare enormemente l’accesso ai dati tramite protocolli MCP – evidenzia Maarten de Vries – in modo tale che questi siano collegati a ChatGPT o sistemi simili. Credo che il valore aggiunto maggiore per le società di gestione delle flotte, però, consista nell’integrare queste funzioni direttamente nelle proprie piattaforme. Il nostro prossimo obiettivo prevede infatti di aggiungere agenti in grado di eseguire azioni specifiche e automatizzare i flussi di lavoro; un contributo sicuramente superiore al semplice utilizzo di MCP (Model Context Protocal), dove invece ci si limita a ottenere i dati e a gestirli autonomamente. Bisogna evitare di sommergere il cliente di informazioni, uno dei problemi al momento più sentiti nel settore”.
Lo sviluppo e l’utilizzo dell’AI implica inoltre la protezione dei dati del cliente, il mantenimento del controllo da parte del proprietario, la supervisione delle decisioni finali e la conformità dei dati al GDPR e allo standard ISO 27001, assicurando così una gestione protetta e nel pieno rispetto della privacy. La configurazione dell’utilizzo dei dati, inoltre, deve essere permessa in funzione delle proprie esigenze, senza lasciare al fornitore del servizio la possibilità di imporre una modalità specifica. La persona, per Webfleet, non può che restare al centro in quanto metro di trasparenza e correttezza etica.
MEZZI A GUIDA AUTONOMA FRA RISCHI E OPPORTUNITÀ
“Nell’immediato futuro pensiamo che la diffusione dei mezzi a guida autonoma – conclude Maarten de Vries – possa rappresentare tanto un’opportunità di espansione, quanto un rischio di mercato. Se oggi possiamo connettere un veicolo a una piattaforma centralizzata, mantenendone il pieno controllo, il veicolo a guida autonoma può essere sviluppato in modo tale da chiudere il proprio circuito a influenze esterne, autosorvegliandosi e autocorreggendosi. Per questo abbiamo lanciato la piattaforma Asset Management 360, nella quale tutte le funzioni di controllo e verifica sono centralizzate rispetto al cliente e al trasporto su strada. La soluzione include LINK 330, un dispositivo di tracciamento compatto e dotato di batteria, destinato ad asset non motorizzati come container, attrezzature da cantiere e piccoli rimorchi. Con questa implementazione, le aziende potranno gestire tutti i veicoli e gli asset mobili unitamente. Il passo successivo consisterà nel collegare il trasporto stradale al magazzinaggio e alla consegna finale o multimodale. Prima occorrerà però realizzare l’interconnettività e l’abilitazione dei nostri clienti al trasporto su strada; successivamente l’interconnettività dovrà ampliarsi. Tra cinque o dieci anni, infatti, a sparire dalla strada potrebbe essere proprio il conducente. L’attuale impostazione di Asset Management 360 è di fatto predisposta per mantenere un controllo modulare, con o senza autista: carico, merci, container, veicoli, risorse, sono tutte categorie leggibili di per sé. Siamo però convinti che l’essere umano possa essere in futuro ancora essenziale per compiti non direttamente legati alla guida. Allo scarico, ad esempio, o alla consegna di persona”.
Non va infatti sottovalutato l’impatto emozionale del recapito, fattore “ombra” che può invalidare la visione estremista di alcuni futurologi dei trasporti, secondo i quali saranno solo i dati a muoversi (anziché le merci) e a materializzarsi attraverso la stampa 3D. Digitalizzazione, per Webfleet, non può mai significare spersonalizzazione del servizio, bensì costante miglioramento della sua efficienza. Una differenza forse sottile ma decisiva, sopra cui, oggi, troppi paiono avere una gran fretta fra di passare.


